Vittoria e rimpianti: Inter fuori a testa alta

9 Marzo 2022

Impresa a metà, il Liverpool avanza grazie al 2-0 del Meazza

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LIVERPOOL (4-3-3): Alisson 6; Alexander-Arnold 6,5, Matip 5, Van Djik 6, Robertson 6,5; Jones 6 (20’st Keita 6), Fabinho 6, Thiago Alcantara 6 (20’st Henderson 6); Salah 6,5, Jota 5 (38’st Diaz sv), Mané 5,5. A disp: Adrian, Milner, Keita, Gomez, Henderson, Oxlade-Chamberlain, Minamino, Tsimikas, Origi, Kelleher, Elliott. Allenatore: Klopp.

INTER (3-5-2): Handanovic 6; Skriniar 7,5, De Vrij 7 (1’st D’Ambrosio 6,5), Bastoni 6,5; Dumfries 5,5 (30’st Darmian 6), Vidal 5,5, Brozovic 6 (30’st Gagliardini 6), Calhanoglu 6 (38’st Vecino sv), Perisic 6,5; Lautaro Martinez 7,5 (30’st Correa 6), Sanchez 5. A disp: Cordaz, Radu, Dzeko, Ranocchia, Gosens, Dimarco, Caicedo. Allenatore: Inzaghi.

Arbitro: Mateu Lahoz (Spagna).
Rete: 16’st Lautaro Martinez.
Note: espulso per proteste Farris (allenatore in seconda) dalla panchina dell’Inter. Espulso al 18’st Sanchez per doppia ammonizione. Ammoniti Jota, Sanchez, Vidal, Robertson, Mané, Bastoni, Gagliardini. Angoli 8-2 per il Liverpool.
LIVERPOOL
La vittoria più beffarda che potesse esserci. L'Inter espugna Anfield con un gol di Lautaro Martinez, ma non basta perché è il Liverpool che vola ai quarti di finale grazie al successo per 2-0 all'andata a San Siro. Gli uomini di Simone Inzaghi soffrono (una traversa e due pali per gli inglesi), vanno in vantaggio con un gol dell'argentino, ma accarezzano soltanto il sogno rimonta, che svanisce nel giro di un minuto perché subito dopo la rete dello 0-1 Sanchez si vede sventolare sotto il naso un cartellino rosso (per doppia ammonizione) che di fatto chiude la partita.
Il rimpianto è tutto per la sfida dell’andata. L'Inter parte con la giusta convinzione, giocandosela alla pari con il Liverpool e creando anche alcune occasioni potenzialmente pericolose, ma gli uomini di Inzaghi sono troppo imprecisi nell'ultimo passaggio e Alisson non corre pericoli. È anzi Handanovic a tremare, perché Matip, lasciato da solo in mezzo all'area, centra la traversa di testa con lo sloveno battuto. E sul corner seguente è Skriniar a salvare all'ultimo su un'altra zuccata di Van Dijk. L'Inter risponde con una punizione velenosa di Calhanoglu, ben respinta da Alisson. Nella ripresa il Liverpool prova ad alzare i ritmi per chiudere subito la partita e ci va vicino, fermato ancora dai legni: Handanovic anticipa Diogo Jota in uscita, la palla arriva a Salah che a porta sguarnita centra in pieno il palo. L'Inter, scampata a un altro grosso pericolo guadagna così fiducia, creando la prima occasione con Lautaro rimpallato in piena area. L'argentino si riscatta subito, trovando il gol del vantaggio con un destro di prima intenzione dalla distanza che si insacca all'incrocio dei pali. Le speranze nerazzurre, però, durano poco più di un minuto, perché, perché tempo di rimettere il pallone a centrocampo e Sanchez entra in maniera scomposta su Fabinho, con l'arbitro Lahoz che estrae il secondo giallo nei confronti del cileno espellendo, poi, anche il vice di Inzaghi, Massimiliano Farris, per proteste dalla panchina. L'Inter, in inferiorità numerica, ci prova con coraggio, ma non riesce più a impensierire il Liverpool, che centra il terzo legno della serata ancora con Salah. Nel finale i Reds si limitano a controllare la sfida, facendo correre a vuoto i nerazzurri in un lungo possesso palla e non trovando il gol solo per uno strepitoso recupero di Vidal su Diaz. La rimonta non c'è, ora all'Inter non resta che concentrarsi sulla lotta scudetto con Milan e Napoli in campionato. Oltre alla Coppa Italia.
Lautaro deluso. «L’eliminazione è un colpo duro per noi perché abbiamo fatto due gare importanti, di livello. Credo che loro hanno una squadra di qualità con tanti giocatori importanti», ha detto l’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez, «ma noi abbiamo fatto il nostro lavoro con umiltà. Il gol era stato un colpo importante di entusiasmo, poi c’è stata subito l’espulsione come a Madrid: sono i dettagli che impostano le partite, dobbiamo cercare di migliorare in questi aspetti. Le gare vanno da un’altra parte con questi dettagli». E poi ancora l’argentino: «Siamo venuti qua a giocare con personalità, carattere, voglia e determinazione ma non è bastato».
Angelo Caradonna