Vittorio Coco: Gigio? Tutta colpa di Raiola

L’amico marsicano della famiglia Donnarumma: «Spero ci ripensi e resti al Milan»
CANISTRO. Lo aveva accolto nella sua casa di Canistro, con tutti gli onori che si tributano a una bandiera. Dopo la gara di campionato giocata lo scorso 2 aprile a Pescara, il portiere del Milan e della Nazionale under 21 Gianluigi Donnarumma, era stato ospite di Vittorio Coco per una serata, omaggiato dai tifosi del paesino rovetano che nel frattempo si erano accorti della sua presenza, insieme a tanti altri sportivi che quando si tratta di un campione, riescono a mettere da parte le anche ragioni del cuore. Ma è bastato poco perché i tifosi del Milan cambiassero opinione sulle doti di Gigio. In mezzo, neanche a dirlo, Mino Raiola, l'agente Uefa che cura anche gli interessi di Donnarumma. 4,5 milioni a stagione ha offerto per il rinnovo del contratto l'ad rossonero Fassone; picche ha risposto Raiola per conto di Donnarumma, dando il via a una serie di commenti che in breve stanno portando il diciottenne al massacro mediatico. L'ultimo episodio si è verificato domenica sera nella gara della Nazionale under 21 contro la Danimarca. Dagli spalti, apostrofandolo come mercenario, qualcuno gli ha lanciato addosso un pacco di dollari finti. Una brutta parentesi che però trova riscontro nella delusione di chi aveva visto in lui la prosecuzione di ciò che avevano rappresentato nel Milan, prima Franco Baresi e poi Paolo Maldini. Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Vittorio Coco: «Più che deluso, sono rimasto schifato da questa vicenda che ha per protagonista prima Raiola e poi Donnarumma». E' arrabbiato Coco, soprattutto con l'agente del portiere: «Io spero che nessuno sportivo si affidi più ai suoi servizi. Raiola di questo passo continuerà a fare soprattutto le proprie fortune finanziarie, perché a certe cifre, qualsiasi giocatore non si sentirà mai più padrone della propria vita».
Coco è amico del padre del portiere di Donnarumma, ma da alcuni giorni non riesce a sentirlo: «In una situazione del genere, è normale che tutta la famiglia abbia eretto una specie di muro a protezione del ragazzo, ma per qualsiasi tifoso, i colori della propria squadra vengono prima del singolo elemento e il futuro di questo giovanotto lo vedo pieno di ombre».
«Comunque», conclude Vittorio Coco, «spero ancora che Gianluigi possa fare un passo indietro e trovare in extremis un accordo che potrebbe rimettere le cose a posto, ma la vedo molto difficile».
Plinio Olivotto
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