Vitturini disse no al nuoto per giocare a pallone

4 Dicembre 2014

Il responsabile del settore giovanile e la mamma raccontano il 17enne difensore lanciato da Baroni

PESCARA. Un ragazzo d’oro. Davide Vitturini è l’ultimo gioiello del settore giovanile del Pescara. Il suo esordio in prima squadra era inevitabile e, alla prima occasione favorevole, Marco Baroni ha deciso di gettarlo nella mischia. L’intera partita di Tim Cup disputata contro il Sassuolo è un premio alle qualità del 17enne difensore che da qualche anno è nel giro delle nazionali giovanili (under 16, 17 e 18). Nella rappresentativa under 18, allenata da Paolo Vanoli, lo scorso 18 novembre ha disputato l’amichevole contro la Croazia. Lui e il barese Gaetano Castrovilli erano gli unici calciatori provenienti da un club di serie B. Cinque anni fa il responsabile del vivaio biancazzurro, Antonio Di Battista, lo ha portato nei Giovanissimi prelevandolo dal Villa Raspa insieme a Tomash Calore e ad Alessio Milillo. «Ha tutti i requisiti», spiega Di Battista, «per ritagliarsi uno spazio importante. Ha forza fisica, tempismo, velocità nei recuperi e una forte determinazione. In più è versatile: può giocare indifferentemente al centro o sulla fascia. Quando lo prendemmo era un esterno sinistro di centrocampo, poi il ruolo gli venne cambiato». Vitturini è innamorato del pallone fin da quando era bambino. Figlio di Attilio, carabiniere, e Claudia, insegnante, entrambi aquilani, ha dovuto “faticare” un po’ per concentrarsi esclusivamente sul calcio. «Lo portai alle piscine Le Naiadi», racconta la madre, «per iscriverlo ai corsi di nuoto. Non lo vedevo convinto, ma decisi di insistere. In seguito trovammo un compromesso. La società aveva una convenzione con una scuola calcio per cui Davide iniziò a praticare entrambi gli sport. Ma la doppia attività non durò per tanto tempo: alla fine lasciò il nuoto per dedicarsi al pallone che ha sempre amato. Una volta, durante i Mondiali di Corea e Giappone, mi costrinse a vedere in tv una partita alle 9 del mattino. Aveva soltanto 5 anni…!».

A 12, invece, comincia la carriera nel Delfino, dove viene preso in consegna prima da Felice Mancini, poi da Pierluigi Iervese e, dalla scorsa estate, da Massimo Oddo che guida la Primavera. Davide ha una sorella, Federica, studentessa di Architettura, mentre lui frequenta il Liceo classico Gabriele D’Annunzio di Pescara con buon profitto, nonostante le numerose assenze causate dagli impegni calcistici. In classe ha trovato anche l’amore: da un po’ ha una relazione con Caterina. Suo papà gli ha tramandato la fede per la Roma e il suo idolo è Totti. Le sue giornate sono intense: sveglia per andare a scuola, pranzo veloce, allenamento e di nuovo sui libri fino alle 23. «Non sente il peso di questi sacrifici, è determinato. Ha un bel carattere, è buono e disponibile con tutti», conclude la mamma. (g.t.)

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