Vivarini: avanti Teramo, si fa la storia
«Bisogna vincere a tutti i costi, con le buone o con le cattive. Alla promozione pensavo anche quando non eravamo primi»
TERAMO. E' la vigilia, per il Teramo, della gara che può valere il salto in serie B. Il Diavolo è a tre punti dalla storia e domani, in caso di successo a Savona (ore 15), ha la possibilità di fare festa con un turno di anticipo e senza attendere lo scontro diretto con l'Ascoli del 9 maggio. Conquistare il nono successo in trasferta significherebbe chiudere ogni discorso in chiave promozione a prescindere dal risultato dell'Ascoli con l'Ancona. Altrimenti, se il Teramo dovesse incappare in un pareggio o in una sconfitta, bisognerà sperare che i bianconeri facciano altrettanto nel derby, rendendo così incolmabili gli attuali 4 punti di distanza.
Qual è il clima che si respira all'interno della squadra? A parlarne è il tecnico Vincenzo Vivarini, al rientro dalla giornata di squalifica. L'allenatore, a poche ore dal match dello stadio Bacigalupo, carica il gruppo e si mostra fiducioso sull'esito dell'incontro decisivo in programma in terra ligure. La resa dei conti è arrivata. Se qualche mese fa le avessero detto che a maggio il Teramo sarebbe stato a un passo dalla B che cosa avrebbe risposto? «E' un obiettivo che, a livello inconscio, ho avuto fin dall'inizio di questa stagione perché penso sempre in grande. E ci pensavo anche quando le cose, in avvio di campionato, non andavano bene. Non mi aspettavo, invece, che la mia squadra avesse una tale qualità e capacità di sviluppare il gioco nè che si potesse esprimere con enorme sicurezza e determinazione. C'è stata, con il passare dei mesi, una crescita importante da parte di tutti che ci ha portato fino a questo punto».
Se pensa a Savona-Teramo che emozioni prova? «Sotto l'aspetto dell'importanza, non è una partita uguale alle altre. E' un appuntamento decisivo e la posta in palio è altissima, di sicuro non equiparabile alla prima giornata di campionato. C'è stato tanto lavoro per arrivare a giocarcela e chiaramente la tensione sale. Ma è anche quel tipo di partita che ogni giocatore vorrebbe giocare. Io, personalmente, sono tranquillo».
Che avversario è il Savona? «E' una squadra che merita rispetto. Può crearci dei problemi su calcio d'angolo, visto che ha già segnato diversi gol in quella situazione di gioco, e su calcio di punizione. Non bisognerà concedere palle inattive. Abbiamo studiato delle contromosse e delle soluzioni da attuare anche a gara in corso o nel finale di partita».
Quali insidie può nascondere la gara con il Savona? «Sia noi che loro scenderemo in campo con grandi motivazioni per raggiungere i rispettivi obiettivi. Di conseguenza, se riusciremo a fare ciò che sappiamo fare non avremo problemi perché il Savona è alla nostra portata. In caso contrario anche un episodio storto o un'incertezza può segnare la gara. Al di là di questi discorsi, però, si deve fare risultato a tutti i costi. Con le buone o con le cattive».
C'è la consapevolezza di essere padroni del vostro destino? «Sì. Con una vittoria saremmo al sicuro. In settimana abbiamo curato tutti i particolari per tirare fuori una grande prestazione. Voglio concentrazione massima. La squadra, sia sul piano mentale che fisico, ha dimostrato di stare bene e questo mi fa essere sereno».
Nel preparare gare come quella di Savona, quanto conta il ruolo dell'allenatore? «Dire una percentuale non è facile. Prima di un incontro così importante bisogna dare più indicazioni possibili alla squadra e trasmettere tranquillità e sicurezza sulle cose da fare in campo. Spero di essere riuscito a fare bene tutto ciò».
Ha pensato per un attimo che quella di Savona potrebbe essere l'ultima partita prima della promozione? «Il pensiero un po' c'è ed è inevitabile che sia così. Ma c'è una gara da giocare e da provare a vincere. Al momento, pertanto, vivo l'obiettivo da raggiungere ancora come un sogno».
Ci saranno mille tifosi al seguito del Teramo. Che effetto fa tutto questo calore da parte del pubblico ? «E' una sorpresa positiva. Sapevo del grande attaccamento della città alla squadra. Ai tempi di Malavolta ero spesso al vecchio Comunale, da spettatore, ed era difficile trovare un posto per sedersi. Siamo colpiti e la speranza è di ricambiarli come meritano». Parola di Vincenzo Vivarini, l'allenatore che non vede l'ora di scrivere una pagina storica del calcio teramano.
Gaetano Lombardino
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