Vivarini: campo allagato, gara difficile

6 Marzo 2016

Il tecnico: pareggio giusto ma abbiamo faticato ad inquadrare il match

PRATO. Sotto un mix di pioggia, vento, freddo, un autentico nubifragio, l’apertura va, senza dubbio, a quella ventina di coraggiosissimi tifosi del Teramo che hanno affrontato una giornata da lupi per restare vicini al Diavolo. Ed alla fine gli applausi sono tutti per loro che hanno assistito, impavidamente, ad un match brutto e noioso.

«È stata una partita difficile», spiega Vincenzo Vivarini, «su un campo allagato, non certo congeniale al nostro tipo di gioco. Noi non amiamo le palle alte, le palle lunghe, le pozzanghere, non amiamo fare gioco sulle seconde palle e, perciò, abbiamo faticato parecchio per inquadrare il match».

Distingue i due tempi. «Nel primo abbiamo patito gli avversari, nel secondo abbiamo cercato di gestire la palla». Non sempre questo tipo di operazioni sono riuscite. «Alla fine», rincara il tecnico biancorosso, «penso che il pareggio sia giusto». Il pensiero cade, inevitabilmente sulla beffa di domenica scorsa. «Quella gara è un po’ il film del nostro campionato», sorride amaro Vivarini, «ma eravamo obbligati dal terreno di gioco a mandare via la palla e cercare le punte. Noi non giochiamo così perciò ci siamo dovuti adattare».

Si guarda indietro, ad una B sfumata che fa ancora male a lui, ai ragazzi, a chi ci ha creduto. «È un’annata strana, cominciata con l’incertezza su una categoria che non dovevamo disputare. Poi la mazzata della Lega Pro e l’obbligo di ripartire», continua nel flash back, «ma l’importante era “ripartire” perché le prestazioni ci danno autostima. La beffa dei 6 punti di penalizzazione è stata assorbita piano piano».

Adesso a che punto è il Teramo? Vivarini risponde: «Penso che stiamo facendo un buon lavoro e spero che alla fine si arrivi all’obiettivo iniziale». Poi il mister ritorna sulla partita con il Prato. «Loro sono una squadra giovane che paga dazio in termini di esperienza. Hanno lottato su ogni pallone ma era doveroso, ripeto, giocare in questo modo. Non era una partita da fioretto ma da sciabola pura. Bisognava lottare su ogni pallone, andare sui contrasti, sulle palle alte, insomma la classica battaglia. Noi abbiamo resistito bene, ci siamo calati nella mischia con grande determinazione e, devo dire, sono particolarmente soddisfatto per questo punto».

Ha visto la sua squadra lottare, l’ha vista contendere ogni pallone all’avversario su un campo infame e sotto una pioggia torrenziale gli applausi sono di prammatica. «Intanto abbiamo raggiunto la salvezza e questo è un obiettivo centrato alla grande con diverse giornate d’anticipo. Adesso se la società vuole programmare il prossimo anno farà le sue valutazioni tecniche ed economiche», conclude Vivarini, «in quanto io sono a disposizione se decideranno di continuare con me. L’obiettivo di inizio stagione è stato raggiunto, la squadra cresce e si batte come avete visto (indica il campo ai presenti, ndc) perciò le altre valutazioni spettano alla società, non a me».

Sul fronte avversario continua la protesta dei tifosi biancazzurri che non sono entrati nello stadio attaccando, al solito, la società e il presidente Toccafondi per la sua gestione del Prato calcio con volantini e, addirittura, manifesti funebri. Mister De Petrillo spiega: «Questo è un punto importante contro una squadra forte», afferma, «e i ragazzi, pur soffrendo, hanno fatto bene. Nel primo tempo abbiamo giocato bene e poi siamo un po’ calati. La situazione per segnare l’abbiamo creata e siamo dispiaciuti, la squadra ha reagito bene su un campo molto difficile».