Vivarini e Campitelli: rapporto a fine corsa?

Il patron punzecchia sulle scelte tecniche l’allenatore che non risponde In vista della trasferta di Arezzo recupera il difensore Caidi dopo la squalifica
TERAMO. Luciano Campitelli e Vincenzo Vivarini come Silvio Berlusconi e Sinisa Mihajlovic. Il presidente attacca, l’allenatore incassa e tira dritto per la sua strada.
La situazione che si è creata a Teramo, in questa strana stagione, assomiglia a quella di casa Milan. Le “frecciate” di Campitelli a Vivarini, così come quelle di Berlusconi a Mihajlovic, sono ormai una consuetudine quando la squadra non riesce a vincere. Qualche scelta del tecnico, a dire il vero, ha lasciato perplessi in molti (dall’utilizzo di Petrella al modulo), ma le attenuanti, per Vivarini, non mancano: dalla partenza ad handicap (meno 6) a un mercato deludente, passando per episodi sfortunati (i due legni colpiti con la Carrarese, per esempio) alla condizione mentale di molti giocatori della vecchia guardia, reduci dalla batosta per la serie B sfumata in estate.
Negli ultimi tre mesi, in particolare, Campitelli è entrato più volte “a gamba tesa” nei confronti del tecnico di Ari. Dopo la sconfitta di Lucca, il 6 dicembre 2015, l’imprenditore di Canzano disse: «Vivarini deve assumersi le sue responsabilità. Se vede che non è più in grado dà le dimissioni e resta a casa». Campitelli, qualche ora dopo, fece marcia indietro, ma la panchina di Vivarini, nonostante le smentite di rito, traballò abbastanza.
Il 21 febbraio, al termine della brutta gara di Aprilia con la Lupa Roma (Teramo sconfitto 1-0), il patron biancorosso tuonò: «Sono stufo di vedere lo stesso sistema di gioco e le stesse sostituzioni agli stessi minuti. Vivarini ha ancora un anno di contratto (scade a giugno 2017, ndc) e, se non vuole restare fermo, deve dimostrare che le partite si vincono e si giocano. Voglio vedere 50 tiri in porta a partita».
Il resto è storia recente. Martedì scorso, a proposito del contratto di Vivarini, Campitelli ha parlato così dagli studi di Rete 8: «Vincenzo guadagna cifre da serie B e non possiamo permetterci di sostenere un altro anno in Lega Pro a certi costi. Se ci saranno i presupposti per avere un contratto giusto per la categoria e se lui è ancora motivato il rapporto con Vivarini continuerà».
Due giorni fa, dopo il pareggio con la Carrarese, ecco un’altra “stoccata”, stavolta ai microfoni di Raitre. Campitelli punta di nuovo il dito sulle scelte di formazione e di atteggiamento tattico: «Io e Vivarini abbiamo idee diverse. In campo, secondo me, non si fanno le cose giuste per riportare questa stagione nella giusta correttezza».
Vivarini, con la consueta signorilità, non ha mai replicato alle dichiarazioni di Campitelli, spostando le attenzioni sul lavoro settimanale e rimandando ogni discorso sul futuro alla fine del campionato. Una cosa, però, appare evidente: il rapporto tra i due, dopo quasi tre anni di convivenza, sembra essersi incrinato. Ci sarà modo di ricomporlo, allestendo insieme a un nuovo direttore sportivo la rosa del Teramo 2016-2017, oppure a fine stagione si arriverà al divorzio?
VERSO AREZZO. La squadra, dopo il terzo pareggio consecutivo, torna ad allenarsi oggi in vista della trasferta di sabato (ore 16,30) sul campo dell'Arezzo. Il difensore Nebil Caidi, che ha scontato il turno di squalifica, è di nuovo a disposizione di Vivarini. I risultati del week end, nel frattempo, hanno fatto scendere a sei i punti di vantaggio sulla zona play out. Urge tornare a vincere per mettere al sicuro il discorso salvezza e concentrarsi poi sul futuro.
Gaetano Lombardino
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