Vivarini, la gara del cuore: Pescara è un pezzo di me

Il tecnico di Ari torna da ex: «Da calciatore e allenatore ho iniziato all’Adriatico ma adesso penso solo all’Ascoli. Il Delfino? È micidiale nelle ripartenze»
ASCOLI. Il derby del cuore. Vincenzo Vivarini per la prima volta tornerà a Pescara da avversario. Nato ad Ari, vive a Francavilla, ed è cresciuto nel Pescara da calciatore e da allenatore. Il tecnico dell’Ascoli torna all’Adriatico e per lui sarà difficile tenere a bada le emozioni. «Sono nato giocatore a Pescara, ho militato quattro anni nel settore giovanile fino alla prima squadra; da allenatore sono nato lì», racconta il 52enne stratega dell’Ascoli. «Troppe volte, però, abbiamo fatto l'errore di pensare a cose extra campo e questa volta dobbiamo essere concentratissimi, non possiamo pensare ai 120 anni dell'Ascoli o al fatto che io sono un ex, dobbiamo portare punti a casa».
Testa bassa e concentrazione al massimo. «A Pescara sarà una partita per me particolare, ma siamo troppo concentrati sul discorso squadra». La carriera in biancazzurro di Vivarini allenatore inizia quando, nel 2004, entra nello staff come collaboratore e vice prima di Giovanni Simonelli poi di Maurizio Sarri. Che, poi, diventerà il suo modello. Nel 2007 guida la prima squadra insieme a De Rosa e nonostante qualche buon risultato non riesce ad evitare una retrocessione annunciata. L’anno dopo si rialza salvando il Canistro in D, poi Angolana e Chieti (portato in Seconda divisione), Aprilia e Teramo con la promozione in B cancellata dalla giustizia sportiva. Infine, Latina, Empoli e ora Ascoli. «Quella dell’Adriatico è una sfida difficile e sentita, un match bello da giocare, sappiamo che i tifosi ci tengono». I tifosi bianconeri in curva Sud saranno 2mila. «È una grande responsabilità per noi», dice il tecnico bianconero, prima di tratteggiare le caratteristiche del Pescara. «È una squadra con un tasso tecnico elevato, è una partita da prendere con grande attenzione e sarà importante la cura dei particolari. Abbiamo gran rispetto, ma abbiamo anche tante armi da mettere in campo. Il Pescara ha un gioco ben consolidato, ha ripartenze micidiali dal basso, quindi non dovremo lasciare spazio alle individualità». E poi parla delle assenze dei biancazzurri. «Campagnaro è infortunato, ma il Pescara ha Perrotta che stimo molto e che ho avuto a Teramo». Per quanto riguarda le scelte, l’acciaccato Troiano è stato convocato ma difficilmente sarà della partita. Out l’ex Ganz. Nel 4-3-1-2 confermato Ninkovic alle spalle del tandem offensivo Ardemagni-Ngombo. (l.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

