Vlahovic regala la Coppa Italia alla Juve

16 Maggio 2024

Un gol del serbo in avvio manda ko l’Atalanta e fa esultare i bianconeri. Allegri nella storia con 5 trofei vinti in carriera

ATALANTA0
JUVENTUS1
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; De Roon 6 (20’st Toloi 6), Hien 5 (14’st Scalvini 6), Djimsiti 6; Zappacosta 6 (14’st Hateboer 6), Pasalic 5.5 (14’st Miranchuk 6), Ederson 6, Ruggeri 6; Koopmeiners 5.5, Lookman 6.5; De Ketelaere 5 (1’st Touré 6). All: Gasperini.

JUVENTUS (3-5-2): Perin 6; Gatti 6.5, Bremer 7, Danilo 7; Cambiaso 7 (36’st Weah sv), McKennie 6, Nicolussi Caviglia 6.5 (17’st Miretti 6), Rabiot 6.5, Iling Junior 6.5; Vlahovic 7 (36’st Milik sv), Chiesa 6 (24’st Yildiz 6). All: Allegri

Arbitro: Maresca di Napoli
Rete: 4’pt Vlahovic
Note: Al 49’st Allegri espulso per proteste. Ammoniti: Hien, Vlahovic, Djimsiti, Bremer
ROMA
Bella, concreta e sorprendente. È la Vecchia Signora di scena all'Olimpico di Roma, capace di rimandare ancora una volta l'appuntamento con la storia dell'Atalanta e di conquistare la sua quindicesima Coppa Italia. Merito di un Dusan Vlahovic da applausi che porta in vantaggio la Juventus dando un indirizzo tutto bianconero alla finalissima e tenendo la Dea in costante pericolo grazie alle sue micidiali ripartenze. È dell'attaccante serbo anche il raddoppio annullato dal Var che avrebbe messo in cassaforte il match a metà ripresa e che si chiude invece sull'1-0, maturato a quattro minuti dal via. Il tutto per la gioia del popolo juventino e di Massimiliano Allegri, espulso per proteste nel finale infuocato, che porta a casa un altro titolo, l'ennesimo della sua storia a Torino e centra la quinta Coppa Italia in carriera (un record). Ma stavolta a conclusione di un triennio difficile, e chissà se ora la fine di un ciclo potrà vivere ripensamenti in positivo, a favore del tecnico al passo d'addio. È grande la delusione della squadra di Gasperini che, data per favorita questa volta, ha dovuto rinunciare per la terza volta a vincere il trofeo nazionale. Un avvio, quello bianconero, che dà subito i suoi frutti con il gol di Vlahovic a soli quattro minuti dal via: il 9 della Juventus attacca la profondità su suggerimento di Cambiaso, è bravissimo a resistere al ritorno prepotente di Hien e presentandosi a tu per tu con Carnesecchi lo batte per l'1-0. Incassato il gol i bergamaschi ci mettono tempo per riprendersi e nella prima parte del match si fanno vedere dalle parti di Perin una volta sola con Pasalic. Con il passare dei minuti la Dea prende coraggio e guadagna campo e metri pur senza produrre palle gol da ricordare. Nel resto del primo tempo sono i bianconeri a dare l'impressione di poter raddoppiare piuttosto che i bergamaschi quasi mai pericolosi con un De Ketelaere. E proprio il fantasista belga ex Milan viene sostituito da Gasperini che nella ripresa gli preferisce Touré. La Dea aumenta la sua spinta ed è pericolosa in avvio di secondo tempo con Lookman che va al tiro da fuori area per conclusione deviata che per poco non beffa Perin. La Juve da parte sua non molla di un centimetro ed è micidiale in contropiede, in particolare e ancora una colta con Vlahovic che sfugge di nuovo a Hien e viene scaraventato a terra in piena area. I bianconeri gridano al rigore ma Maresca sorvola sotto i fischi del popolo juventino. La Dea ci prova ma è la squadra di Allegri costantemente pericolosa con le sue ripartenze ed un Vlahovic sempre inarrestabile e in gol a 20' dal termine per un 2-0 sfumato solo per effetto del Var, che valuta in fuorigioco il colpo di testa del bomber serbo. La Dea tenta l’assalto finale, ma la Juve resiste e vince il trofeo.
Angelo Caradonna