Volley, due atlete sospese per 18 mesi

6 Giugno 2017

Serie D: non hanno fatto la visita medica per potersi così trasferire in altre società

CHIETI. Sospese da ogni attività federale per 18 mesi «per aver, senza giustificazione, mancato di ottemperare all’invito rivolto loro dalla Nuova Pallavolo Campobasso a sottoporsi alla visita medico sportiva, impedendo in tal modo che potesse perfezionarsi il tesseramento e per essersi successivamente tesserate con altri sodalizi sportivi». È la sentenza del tribunale federale della Fipav sulle atlete Mariacarmen Santoro, libero, e Pierangela Carfagnini, opposto. Le due ragazze hanno disputato il campionato di serie D femminile di pallavolo (Abruzzo e Molise) che si è concluso di recente con la promozione in C del Sim-one Termoli e dell’Asi Pineto sport dopoi la fase dei play off.
La Nuova Pallavolo Campobasso aveva inviato alla procura federale un esposto col quale chiedeva la sospensione o la revoca dell’omologa del tesseramento di Carfagnini per il Termoli Pallavolo e di Santoro, che risultava tesserata per l’Atlantide Pallavolo Brescia. Motivo dell’istanza il fatto che le due atlete già tesserate per la Nuova Campobasso, seppur sollecitate ad effettuare la visita medica e invitate per l’inizio dell’attività agonistica, si erano sottratte all’adempimento ottenendo così la possibilità di svincolarsi e di tesserarsi per altre società. Per il tribunale federale «il comportamento delle atlete è sicuramente grave e disciplinarmente rilevante». E ancora: «La mancata risposta alle convocazioni per gli allenamenti e quella per sottoporsi a visita medica, sono circostanze già di per sé gravi e sufficienti per la dichiarazione di responsabilità disciplinare». E quindi «il risultato raggiunto da entrambe le incolpate è stato quello di ottenere di fatto lo svincolo e di potersi tesserare per altra società (che nel caso della Carfagnini, la schierava contro il sodalizio di provenienza), vista l’impossibilità per la Nuova Pallavolo Campobasso di tesserarle in assenza della visita medica».
«Senza entrare nel merito dei fatti e delle relative responsabilità, di competenza degli organi di giustizia federale», commenta Mattia Di Gregorio, presidente del Comitato territoriale Fipav Abruzzo Sud-est, «devo purtroppo rilevare come le nuove procedure di tesseramento abbiano generato una serie di problematiche che potevano e dovevano essere previste dalla Federazione. L’Abruzzo, anche in occasione di un incontro tenuto ad aprile con i vertici federali, ha ribadito la necessità di modifica dell’attuale normativa nell’ottica di salvaguardare l’unico patrimonio dei sodalizi: gli atleti. Sappiamo che gli esperti del settore stanno lavorando in tal senso e siamo fiduciosi che episodi del genere non balzeranno più alle cronache della prossima stagione agonistica».
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