Volley, si torna al voto: il favorito è Di Camillo

A Pescara il 28 settembre l’assemblea per eleggere il presidente del Comitato regionale e il direttivo
PESCARA. La pallavolo abruzzese tornerà alle urne domenica 28 settembre a Pescara, nei locali delle Torri Camuzzi. Dopo mesi di commissariamenti, le società saranno chiamate a votare il nuovo presidente e il consiglio federale.
Si tratta di una svolta epocale dopo che per decenni la Fipav Abruzzo è stata gestita da Alberto Pesce, il presidente teatino sfiduciato dal consiglio direttivo circa un anno fa. Pesce dopo una vita passata in federazione ha mollato tutto. Ha deciso di non ripresentare la candidatura. Tra l'altro, è stata necessaria la nomina di un commissario per gestire l'ordinaria amministrazione. A Chieti, sede del comitato regionale, il presidente Fipav Carlo Magri ha mandato Luciano Cecchi, romano che ha guidato il movimento verso l'assemblea del 28 settembre chiamata a darsi una nuova governance. Al momento l'unico candidato alla poltrona di presidente è quella di Fabio Di Camillo, ex vice presidente della Fipav Abruzzo e in passato prima presidente del Collecorvino e poi del comitato provinciale di Pescara. Non sono annunciate altre candidature, ma è altresì vero che non sono da escludere colpi di scena fino a domenica, quando scadranno i termini per presentare le liste. Il nuovo direttivo resterà in carica fino al 2016, alla fine del quadriennio olimpico.
Sono 106 le società abruzzesi chiamate al voto: 39 di Chieti per un totale di 234 voti; 23 dell'Aquila per un totale di 95 voti; 26 di Teramo per un totale di 127 voti; 18 di Pescara per un totale di 124 voti. Complessivamente sono 580 i voti in palio. Ogni società ha un numero di voti in base ai campionati svolti negli ultimi quattro anni. Le società di fresca affiliazione (l'anno scorso e quest'anno), invece, non hanno diritto al voto. In Abruzzo sono circa 3.000 i tesserati.
Dell'ultimo consiglio federale facevano parte Alberto Pesce (presidente), Vincenzo Tammaro (vice presidente), Luciano Allegrino, Giuseppe Cosenza, Fabio Di Camillo Guglielmo D'Ugo e Lucio Patullo. Alcuni hanno intenzione di riproporsi, altri no. A quanto pare la vera lotta riguarda il direttivo più che la poltrona di presidente. Uno dei motivi di attrito tra l'ultimo consiglio federale e il presidente Alberto Pesce è stato l'acquisto della sede, in via San Camillo De Lellis. Da una parte chi sostiene che quei soldi potevano essere investiti sull'attività del centro di qualificazione regionale e dall'altra chi, come Pesce, ribadisce che i soldi non sono stati "distratti" dai fondi destinati allo sviluppo della disciplina.
Sta di fatto che la pallavolo in Abruzzo fa fatica ad emergere. Negli ultimi anni prima il Pineto e ora l'Ortona si sono affacciati in serie A. Ma alle spalle c'è il vuoto. Nel settore femminile c'è la Dannunziana in B1. Sono queste le massime espressioni, poca roba per un movimento che non riesce ad attrarre sponsorizzazioni. Non arrivavano prima, figurarsi adesso che la crisi economica "morde" l'Abruzzo più che altrove. Da anni, era il 2010, inoltre, la Nazionale non torna in Abruzzo. Ai problemi della crescita della pallavolo si aggiungono quelli di gestione. Il comitato provinciale di Chieti è ancora sotto commissariamento dopo che sono piovute ingiunzioni di pagamento per il trofeo delle Regioni giovanili che si sono svolti nell’estate del 2013 sul litorale vastese. Non si è (ancora) ben capito il motivo per cui sono lievitati i costi. Sono cresciuti a tal punto che alcuni fornitori non sono stati pagati. La Fipav ha mandato un commissario, il dottor Gaetano Napolione, di Ortona, che si sta districando nei meandri di una vicenda che non rappresenta un bel bigliettino da visita. Tra l’altro, il buco che si è creato ha coinvolto anche il comitato regionale il quale nel tentativo di tappare le falle ha tirato fuori più soldi di quelli che aveva previsto inizialmente. Un bel pasticcio.
@roccocoletti1
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