Wenger lascia, Ancelotti all’Arsenal?

21 Aprile 2018

Il 68enne tecnico francese dice addio alla Premier dopo 22 anni di trionfi e delusioni

LONDRA. L'addio di Arsene Wenger - che lui stesso ha annunciato sul sito del club - segna la fine di un'epoca in casa Arsenal, 22 anni di trionfi (soprattutto nei primi anni), ma anche delusioni (ultimamente), che potrebbe spalancare le porte al ritorno in Inghilterra di Carlo Ancelotti. Perché il tecnico italiano - anche secondo gli allibratori locali - è tra i favoriti per la successione al francese, che ha deciso di lasciare un anno prima della naturale scadenza del suo contratto. Di fatto, l'addio anticipato di Wenger apre le danze delle panchine: anche il nome di Allegri era stato accostato all'Arsenal, tutto è legato al finale di stagione juventino, ma che il successore di Wenger sia lo juventino o il candidato alla panchina di ct azzurro, qualsiasi soluzione non sarà indolore. Quanto a Wenger, evidentemente le tensioni con parte della tifoseria, sommate alle divergenze con la dirigenza, erano diventate ormai insostenibili per il 68enne alsaziano, già entrato nella storia per la sua anzianità di servizio sulla panchina dei Gunners.
Se il record di Guy Roux, per 44 anni alla guida dell'Auxerre, resta lontanissimo, in Premier League solo Sir Alex Ferguson (27 anni con il Manchester United) è durato più a lungo. E come il manager scozzese, anche Wenger ha saputo segnare la storia del suo club. Sbarcato a Londra nello scetticismo generale («Wenger, chi?», titolava il Sun il giorno della sua presentazione, 1 ottobre 1996), il francese ha trasformato l'Arsenal - ed è stato il primo tecnico non britannico a vincere la Premier, ha insegnato agli inglesi il calcio manovrato, l'azione fraseggiata, un gusto per la tattica fin lì sconosciuto.