Willian sfida Hazard: amici al Chelsea, rivali in Brasile-Belgio

«Ci frequentiamo spesso, sarà strano averlo avversario» Il capitano dei Diavoli Rossi, Kompany: finale anticipata
KAZAN. Far del male ad un amico. È quanto Willian, mezzapunta del Brasile che domani sera alle ore 20 a Kazan affronta il Belgio, non potrà esimersi dal fare se l'avventura della Selecao in Russia deve arrivare sino alla finale. L'avversario dei quarti di finale si chiama Belgio, nazionale in cui gioca Eden Hazard, che di Willian non è solo compagno nel Chelsea ma anche amico. «Sì, siamo amici e ci frequentiamo», rivela il talento della Selecao, fra i migliori contro il Messico. «Non l'ho mai avuto come rivale e sarà strano trovarmelo contro. Con Hazard ho un rapporto ottimo, perché é una persona umile e mi piace dividere le mie giornate con lui. Però è arrivato il momento di difendere ognuno i colori del proprio Paese e quindi spero di avere la meglio io, anche se lui è uno dei calciatori migliori del mondo. In ogni caso, rimarremo amici». Sarà comunque un match difficile, «perché il Belgio», spiega Willian, «ha molta qualità, basti pensare che tutti i suoi giocatori militano in grandi club. Ha tutto il nostro rispetto anche se con il Giappone ha vinto in rimonta e all'ultimo minuto. Li stiamo studiando bene, e credo che mantenendo la nostra idea di calcio possiamo avere la meglio». Nel Chelsea con Willian gioca anche Courtois: che ne pensa del portiere belga? «Che essendo così alto è difficile fargli gol. Per batterlo dovremo fare qualcosa di speciale, ma abbiamo gli strumenti per riuscirci. E poi voglio dire che anche il nostro n.1 (Alisson ndc) è ottimo. Quindi sarà dura segnare anche per loro».
Brasile-Belgio per Willian può essere anche un'occasione per mettersi in mostra in chiave mercato? È vero che ha ricevuto un'offerta dal Barcellona? «Hanno già due grandi come Coutinho e Paulinho», risponde. «Ho letto qualcosa anch'io su alcuni siti, ma a dire la verità non ho ricevuto offerte dal Barca. E poi ora penso solo al Mondiale».
Dal ritiro belga ecco le parole del capitano belga Vincent Kompany: «Senza voler essere presuntuoso, ma Brasile-Belgio poteva essere una finale, diciamo che è una finale anticipata». Anche contro i brasiliani il Belgio non rinuncerà al suo stile, che punta soprattutto all'offensiva. «Sappiamo bene che loro sono una squadra forte», dice Kompany. È un Brasile molto equilibrato, che attacca e si difende con uguale efficacia. Noi terremo fede al nostro modo di giocare, che è di manovrare in velocità e cercare la via della rete. Ma attaccare non vuol dire che faremo i kamikaze gettandoci in avanti senza criterio». La Selecao per Kompany vuol dire anche un ricordo di quando era un ragazzo di 16 anni, «e in occasione dei Mondiali del 2002 ovviamente facevo il tifo per la nazionale. Ancora mi ricordo della sconfitta proprio contro il Brasile negli ottavi di finale», dice. «Per giorni in Belgio non si parlò d'altro che del gol di testa ingiustamente annullato a Wilmots. È difficile non ricordarsene».
Angelo Caradonna

