Yamga oggetto misterioso, male Falco

Bunino entra e spezza il digiuno di gol su azione durato 665’. Valzania impalpabile e la difesa è da bocciare
5 fiorillo. Ne prende quattro. E’ la quarta volta in questa stagione, la prima nel girone di ritorno. Qualche responsabilità ce l’ha anche lui.
5 crescenzi. L’avvio è difficilissimo, dalle sue parti il Parma affonda e trova terreno fertile. Impiega tempo per rientrare in partita. Nella ripresa reclama anche un rigore quando cade in area gialloblù. Ma la sua prestazione, al pari dei compagni, è largamente deficitaria.
5 coda. Sbanda anche lui, al rientro tra i titolari dopo qualche settimana. Si aggrappa all’esperienza, ma non basta. Quando il Parma affonda i colpi anche lui va in tilt.
5 perrotta. E’ su Calaiò quando l’esperto bomber degli emiliani mette a segno la zampata vincente che sblocca il risultato. Poi, ci mette animo e impegno, ma non bastano per mettere in salvo la navicella del Delfino. E’ uno degli ultimi ad arrendersi.
5 mazzotta. Timido e impaurito, quasi avesse perso le certezze che aveva con Zeman. A sinistra non affonda i colpi e, al contrario, va in difficoltà quando viene attaccato. Un pomeriggio da dimenticare anche per il laterale siciliano.
5 valzania. Non più mezzala in un centrocampo a tre, ma mediano al fianco di Brugman. Cambia poco sul piano del rendimento perché non è efficace in fase di interdizione e si perde quando c’è da giocare la palla. Dietro la lavagna per una prestazione deludente.
6 brugman. E’ l’elemento di maggiore qualità tecnica e Epifani gli affida le chiavi del centrocampo, ma appunto per questo motivo il Parma, in particolare Dezi, gli dedica le maggiori attenzioni. Predica nel deserto, come spesso gli accade.
5 mancuso. Epifani lo piazza a destra, ma non salta mai l’uomo. Non incide. Suo il primo tiro in porta del Pescara, decisamente troppo poco.
4,5 falco. La sensazione è che non sia ancora pronto sul piano atletico. E, quindi, non riesca a sfruttare le qualità tecniche. Un’ora in campo in cui combina ben poco. Nella ripresa scompare proprio dal vivo del gioco, dopo aver trascorso il primo tempo senza lasciare mai il segno.
6 bunino (dal 15’ st). Ha il merito di spezzare il digiuno di gol (su azione) durato 665’. La prima rete in biancazzurro arriva sullo 0-3, quando la partita ormai è decisa, ma serve per aumentare l’autostima di un attaccante che comunque non si risparmia.
5 pettinari. La squadra non produce occasioni da rete. E, quindi, il centravanti ha poche occasioni per mettersi in mostra. Nel primo tempo gioca diversi palloni nell’area dei gialloblù, ma viene sempre arginato dai difensori. Nel finale, è protagonista dello spunto dal quale nasce il momentaneo 1-3 di Bunino.
5 yamga. Una sorta di oggetto misterioso. Un pomeriggio inutile il suo in mezzo al campo. Epifani lo mette a sinistra, ma Gazzola lo francobolla senza grossi affanni.
5 capone (dal 23’ st). Un talento sprecato in riva all’Adriatico. Confuso e impalpabile. Non riesce (ancora) a scuotersi dal suo torpore.
5 crescenzi. L’avvio è difficilissimo, dalle sue parti il Parma affonda e trova terreno fertile. Impiega tempo per rientrare in partita. Nella ripresa reclama anche un rigore quando cade in area gialloblù. Ma la sua prestazione, al pari dei compagni, è largamente deficitaria.
5 coda. Sbanda anche lui, al rientro tra i titolari dopo qualche settimana. Si aggrappa all’esperienza, ma non basta. Quando il Parma affonda i colpi anche lui va in tilt.
5 perrotta. E’ su Calaiò quando l’esperto bomber degli emiliani mette a segno la zampata vincente che sblocca il risultato. Poi, ci mette animo e impegno, ma non bastano per mettere in salvo la navicella del Delfino. E’ uno degli ultimi ad arrendersi.
5 mazzotta. Timido e impaurito, quasi avesse perso le certezze che aveva con Zeman. A sinistra non affonda i colpi e, al contrario, va in difficoltà quando viene attaccato. Un pomeriggio da dimenticare anche per il laterale siciliano.
5 valzania. Non più mezzala in un centrocampo a tre, ma mediano al fianco di Brugman. Cambia poco sul piano del rendimento perché non è efficace in fase di interdizione e si perde quando c’è da giocare la palla. Dietro la lavagna per una prestazione deludente.
6 brugman. E’ l’elemento di maggiore qualità tecnica e Epifani gli affida le chiavi del centrocampo, ma appunto per questo motivo il Parma, in particolare Dezi, gli dedica le maggiori attenzioni. Predica nel deserto, come spesso gli accade.
5 mancuso. Epifani lo piazza a destra, ma non salta mai l’uomo. Non incide. Suo il primo tiro in porta del Pescara, decisamente troppo poco.
4,5 falco. La sensazione è che non sia ancora pronto sul piano atletico. E, quindi, non riesca a sfruttare le qualità tecniche. Un’ora in campo in cui combina ben poco. Nella ripresa scompare proprio dal vivo del gioco, dopo aver trascorso il primo tempo senza lasciare mai il segno.
6 bunino (dal 15’ st). Ha il merito di spezzare il digiuno di gol (su azione) durato 665’. La prima rete in biancazzurro arriva sullo 0-3, quando la partita ormai è decisa, ma serve per aumentare l’autostima di un attaccante che comunque non si risparmia.
5 pettinari. La squadra non produce occasioni da rete. E, quindi, il centravanti ha poche occasioni per mettersi in mostra. Nel primo tempo gioca diversi palloni nell’area dei gialloblù, ma viene sempre arginato dai difensori. Nel finale, è protagonista dello spunto dal quale nasce il momentaneo 1-3 di Bunino.
5 yamga. Una sorta di oggetto misterioso. Un pomeriggio inutile il suo in mezzo al campo. Epifani lo mette a sinistra, ma Gazzola lo francobolla senza grossi affanni.
5 capone (dal 23’ st). Un talento sprecato in riva all’Adriatico. Confuso e impalpabile. Non riesce (ancora) a scuotersi dal suo torpore.

