Zampano sogna il blitz: «A Marassi per vincere»

Iannascoli: Sebastiani mi faccia vedere i conti, poi farò l’offerta
PESCARA. Un brusco risveglio. La sconfitta contro il Chievo ha spento gli entusiasmi che si erano creati dopo il 5-0 al Genoa. Il Pescara prova a voltare pagina, ma è chiaro che con una gara in meno da disputare le speranze di reinserirsi nella corsa salvezza diminuiscono sempre di più. Mancano dodici gare e per riaprire il discorso serviranno almeno venti punti. Ecco perché da ora in poi ogni partita è una finale. Si comincia sabato (inizio ore 18) contro la Sampdoria. L’ex Francesco Zampano, genovese doc cresciuto nelle giovanili blucerchiate, sogna lo sgambetto all’undici di Marco Giampaolo. «In casa hanno un ottimo rendimento (25 punti su 35 totali, ndr)», spiega Zampano, «però scenderemo in campo per vincere. Per me sarà una gara speciale, ho iniziato nella Samp anche se poi sono stato scartato. Se dovessi segnare? Esulterei! Stiamo lavorando tanto per affrontare al meglio i prossimi impegni. Di certo non arrenderemo fino a quando ci sarà la speranza di ottenere la salvezza».
Lo stop di Verona non era preventivato. «Con il Chievo abbiamo preso due gol da polli e non siamo riusciti a giocare come ci aveva detto l’allenatore». Nessuna colpa ai famigerati gradoni del boemo. «Non cerchiamo alibi. Ci siamo allenati duramente, ma la sconfitta non c’entra nulla con i gradoni».
Dopo anni di gavetta, il 23enne terzino biancazzurro ha compiuto il salto di qualità attirando l’interesse di alcuni club blasonati. Merito soprattutto di Massimo Oddo che da calciatore ricopriva lo stesso ruolo di Zampano. «Da lui ho imparato i segreti del mestiere. Mi ha fatto crescere soprattutto nella fase difensiva. Doveva insegnarmi a crossare dalla trequarti di campo, però non ha avuto tempo. Il calcio è così, ma sono convinto che Oddo farà una grande carriera». Ora Zampano proverà a conquistare anche Zdenek Zeman. «Tutti conoscono la sua storia, è un grande allenatore. Non è vero che ci chiede solo di attaccare. Chiaramente pretende che i terzini diano sostegno agli attaccanti e alle mezze ali. Vi sembrerà strano, ma qualche giorno fa ci ha ricordato che il primo compito dei terzini è marcare l’avversario».
Notiziario. Sono sei i calciatori che a causa dei rispettivi infortuni saranno costretti a saltare il match di sabato contro la Sampdoria: Campagnaro, Bovo, Vitturini, Bahebeck, Gilardino e Mitrita. Fiorillo ha l’influenza, ma tornerà arruolabile per la sfida di Marassi. Quasi certo l’impiego della stessa formazione schierata contro Genoa e Chievo. Davanti a Bizzarri, Zampano, Stendardo, Coda e Biraghi, mediana con Memushaj, Bruno e Verre, in attacco il tridente formato da Benali, Cerri e Caprari. Oggi doppia seduta al Poggio alle 9 e alle 15.
Società. Ieri Danilo Iannascoli, ex amministratore delegato e proprietario del 27% del pacchetto azionario del Delfino, ha comunicato di aver provveduto ad inviare una nuova richiesta al presidente Daniele Sebastiani per ottenere la documentazione utile al fine di presentare un’offerta ufficiale. «I miei consulenti hanno puntualmente risposto al legale del presidente Sebastiani», si legge sulla nota diffuda da Iannascoli, «motivando e rinnovando la necessità di avere visione dei conti aggiornati della società per poter permettere una valutazione oggettiva e, quindi, poter presentare una giusta offerta per rilevare il pacchetto azionario di maggioranza della società Delfino Pescara 1936. Essendo iniziata ufficialmente una trattativa, ritengo necessaria una riservatezza assoluta che possa permettere ai nostri rispettivi consulenti di individuare il percorso più corretto e breve per giungere ad un esito che mi auguro sia positivo e per non distogliere, in alcun modo, il settore tecnico ed i calciatori dall’obiettivo di conquistare la vittoria domenica a Genova per poter raggiungere l’auspicata ed ancora possibile salvezza. Grazie».
Martedì Sebastiani aveva rifiutato la proposta della “due diligence” avanzata dall’ex ad biancazzurro. «Iannascoli deve presentare un’offerta», queste le parole del presidente, «poi vedremo se ci saranno le condizioni per una positiva conclusione dell’affare».
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