Zanetti e il grande sogno dell’Inter «L’Abruzzo mi porta fortuna»

26 Maggio 2023

L’ex capitano e vice presidente nerazzurro ieri alla presentazione del progetto “Leoni di Potrero” Nel 2009 il Triplete iniziò dal trofeo Tim vinto a Pescara. Tifosi in delirio a caccia di foto e autografi

CAPPELLE SUL TAVO. Bagno di folla per Javier Zanetti, arrivato ieri pomeriggio al centro sportivo “Taim Aut” di Cappelle per promuovere il progetto sociale "Leoni di Potrero" che porta avanti insieme ad Esteban Cambiasso, con un campus estivo organizzato nella struttura nell'ultima settimana di giugno. L'ex capitano e attuale vice presidente dell'Inter è stato accolto dai titolari dell'attività Adele Tiberi e Fabrizio Donatelli, dal sindaco di Cappelle Lorenzo Ferri, ma soprattutto dal grande calore dei tanti bambini, ma anche dei loro genitori, che vestiti di nerazzurro hanno atteso Zanetti a caccia di un autografo o di un selfie, per immortalare una giornata da ricordare. El Tractor, come lo chiamano i suoi tifosi, è stato disponibilissimo con tutti i presenti, tra selfie, battute, ricordi e speranze che i cuori nerazzurri nutrono per un finale di stagione che potrebbe regalare quella Champions League che proprio Zanetti alzò al cielo a Madrid nel 2010, segnando il punto più alto della stagione del Triplete. Una stagione, quella, che la sua Inter iniziò con un trofeo Tim giocato allo stadio Adriatico di Pescara: «Speriamo che sia di buon augurio», dice sorridendo Zanetti. «Pescara è una città dove c'è grande entusiasmo e per questo ci piace venire qui. In Abruzzo ho sempre trovato grande sensibilità verso quello che facciamo e un grande cuore. Per questo ci piace tornare ogni volta», spiega. E aggiunge: «Qui abbiamo delle conoscenze, degli amici che ci hanno concesso l'opportunità di questo campus per i più giovani». Intanto, pensando alla finale di Istanbul contro il Manchester City aggiunge: «Adesso speriamo di coronare il sogno». Oltre ai ricordi del passato, Pescara in questo momento vuol dire anche Zdenek Zeman: «Un grandissimo intenditore di calcio», lo definisce il capitano. Poi si sofferma sull'attività che lo ha portato a Cappelle e dice: «Il primo obiettivo del campus è far divertire tutti i bambini che ne faranno parte», prosegue Zanetti. «Impareranno a giocare insieme, capendo quelli che sono i valori dello sport. Insieme al nostro staff le giornate saranno bellissime, anche grazie a una struttura come questa, dove ci sono tutte le attrezzature per fare un ottimo lavoro». Il numero 4 dell'Inter del Triplete, nonostante abbia appeso gli scarpini al chiodo nel 2014, mostra ancora uno stato di forma invidiabile : «Mi piace allenarmi, andare in bicicletta, o giocare a padel. Lo sport ci aiuta a sentirci bene». E, a proposito di padel, dopo aver salutati i tanti bimbi del campus, Zanetti si è fermato con alcuni atleti della struttura per una partita nei campi allo scoperto, circondato dall'affetto dei tanti tifosi che sono rimasti lì fino al tardo pomeriggio. Tra uno scambio e l'altro non si è negato alla continua richiesta di foto e autografi, mentre dalle casse montante all'esterno venivano lanciati i tormentoni della "Pazza Inter". La giornata di Zanetti a Cappelle, arrivata all'indomani della conquista della Coppa Italia da parte dell'Inter nella finale di Roma contro la Fiorentina, si è conclusa poi in serata, con una cena organizzata a Città Sant’Angelo.
Adriano De Stephanis
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