Zappa: «Io, Zaniolo, l’Inter e il sogno della serie A»

7 Novembre 2019

Il terzino: «Devo tanto a Spalletti, qui per spiccare il volo e arrivare in alto»

PESCARA. La freccia biancazzurra. Valigia sempre pronta, fin da bambino. Ha girato mezzo mondo, nonostante i suoi 19 anni. Cresciuto insieme a Nicolò Zaniolo (ora alla Roma), si è divertito accanto a grandi campioni nell’Inter capitanata da Mauro Icardi e adesso vuole diventare grande a Pescara. Gabriele Zappa, classe 1999, terzino destro biancazzurro si è raccontato al Centro, nel corso di una diretta Facebook disponibile sul sito www.ilcentro.it.
Zappa, tanto lavoro in ritiro, è partito in secondo piano nelle prime gare e adesso si è preso la scena. Un primo bilancio della sua avventura a Pescara?
«Positivo, non potevo fare scelta migliore. Città, società e tifosi sono eccezionali. Ho impiegato un po’ ad emergere, ma è normale perché ci sono giocatori forti nel mio ruolo. Mi sono fatto trovare pronto e sono contento che il mister abbia fiducia in me».
Come inizia la sua carriera?
«Ho cominciato a tirare calci al pallone a soli 5 anni nella “Cosov”, una società brianzola all’epoca nella galassia Milan e gestita da Filippo Galli, poi sono passato all’Accademia Inter a soli 11 anni e ho fatto tutta la trafila nelle giovanili nerazzurre».
Com'è il mondo Inter?
«Fantastico. Ho avuto il piacere di vincere anche dei trofei in Primavera, come il torneo di Viareggio e lo scudetto. All’Inter, poi, c’è stata la svolta personale perché da centrocampista sono diventato un terzino e mi sono ritagliato la mia nuova veste tattica».
L’Inter Primavera negli ultimi anni, oltre a lei, ha sfornato tanti talenti.
«Sì, con me c’erano i vari Zaniolo, Pinamonti, Salcedo, Esposito, Sala e Bettella. Una squadra fortissima. Zaniolo, nonostante la giovane età, è già un giocatore affermato, ma, soprattutto, un ragazzo fantastico e un grande amico».
Parecchi di questi suoi ex compagni sono in serie A. Adesso tocca a lei?
«Lo spero. Il mio obiettivo è quello di arrivare in serie A e spero di farlo con il Pescara».
L’anno scorso a Milano ha stregato Luciano Spalletti. Ci racconti la sua esperienza in prima squadra.
«Ho fatto tutto il ritiro estivo in prima squadra e partecipato alle amichevoli precampionato. Il momento più bello, però, è stata la convocazione per la gara di Europa League contro l’Eintracht Francoforte. A San Siro c’erano 50mila persone, emozione incredibile. A Spalletti devo tanto e lo ringrazierò per sempre».
Il giocatore che le ha dato più consigli?
«Škriniar, Ranocchia e Gagliardini».
Dall’Inter al Pescara, per lei è stato un passo indietro?
«No, assolutamente. Sono felicissimo di essere qui e di aver firmato un contratto pluriennale con il Delfino».
Brianzolo, cresciuto nell’Inter, ma tifoso del Milan. Giusto?
«Sì, il mio papà è milanista. Mi ha trasmesso lui la passione per i rossoneri».
Quando ha capito di poter diventare un calciatore?
«Nel primo anno all’Inter. È un sogno che si è realizzato».
All’Inter, tra l’altro, ha già avuto a che fare con un pescarese, vero?
«Sì, con il mio amico Marco Pompetti (centrocampista pescarese, ora in forza alla Sampdoria, ndr). Lui mi ha consigliato di venire a Pescara. Siamo molto legati, siamo stati compagni di stanza e ci sentiamo spesso».
L’attaccante più forte che ha sfidato?
«Reiss Nelson dell’Arsenal. L’ho affrontato durante una gara Italia-Inghilterra under 20».
Il rendimento del Pescara finora è stato caratterizzato da alti e bassi. Come mai?
«Non è facile da spiegare, ma noi abbiamo sempre dato il massimo. Dimostrando, che, quando abbiamo la testa giusta, possiamo dire la nostra e battere chiunque».
Con Zauri come si trova?
«Bene, si vede che è uno che ha tanti anni di serie A alle spalle da calciatore. Personalmente mi sta dando tanti consigli».
Obiettivo play off?
«È ancora presto per dirlo, bisogna fare prima un po’ di punti e poi vedremo. Ora siamo a ridosso dei play off, però il campionato è ancora molto lungo. Secondo me abbiamo dimostrato che possiamo fare grandi cose».
Sabato ci sarà Empoli-Pescara, la partita della svolta e della prova del nove?
«Sarebbe grandioso fare punti perché ci darebbe una certa continuità».
Pensa all’under 21?
«Ci punto. Ho fatto l’under 20 con Nicolato ct e adesso sarebbe bello lavorare con lui anche nell’under 21».
Nel tempo libero cosa fa?
«Gioco alla Playstation e d’estate mi piace viaggiare. Ho girato parecchio fin da bambino, grazie ai miei genitori. Sono stati loro a trasmettermi la passione per i viaggi. Argentina, Australia, Sudafrica, Stati Uniti, Singapore, Madagascar, Kenya, Egitto, Zanzibar e quasi tutta l’Europa, sono solo alcuni dei posti in cui sono stato».
Pescara le piace?
«Tanto. È una città molto bella e mi piace il calore della gente».
A chi si ispira?
«Da bambino mi piaceva Kakà, ma come modello dico Maicon. All’Inter era il mio giocatore preferito».
Secondo lei, tra i terzini giovani in circolazione, chi è il più forte?
«Il migliore è Arnold del Liverpool».
Senza calcio cosa avrebbe fatto?
«Il commerciante, come mio padre. Commerciava polietilene e mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Adesso è andato in pensione».
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