Zappa: lavoro in casa, pronto per la volata finale

22 Marzo 2020

Il terzino brianzolo: «La famiglia mi manca tanto, però bisogna resistere»

PESCARA. I genitori, il fratello e la fidanzata a Monza, lui chiuso in casa a Pescara Colli. Per Gabriele Zappa non sono giorni tranquilli, il terzino biancazzurro cerca di resistere in attesa che tutto torni alla normalità. I suoi cari vivono in Brianza, a pochi chilometri dal principale focolaio del coronavirus (Bergamo è a poco più di mezz’ora di auto), per fortuna stanno bene e il 20enne non vede l’ora di riabbracciarli. Zappa mostra una maturità fuori dal comune, per quanto possibile cerca di sorridere e trovare qualche lato positivo in una situazione difficile. In “quarantena” ha imparato a cucinare e a curare le faccende domestiche. Inoltre ha sfruttato la solitudine per fare una “bravata”: si è tagliato i capelli a zero senza il consenso di Sara, la fidanzata, che non ha apprezzato il nuovo look. Prendendo ispirazione da un personaggio dalla serie tv Prison Break si è rasato la testa illustrando il gesto sul suo profilo Instagram. “Vediamo chi di voi ha il coraggio di farlo”, ha detto impugnando il rasoio elettrico e sfidando alcuni amici, tra i quali i compagni di squadra Massimiliano Busellato e Luca Clemenza che difficilmente risponderanno all’appello.
Zappa, come trascorre le giornate?
«Un’ora di allenamento, videochiamate con la fidanzata, serie tv e tanta Playstation. Lo ammetto, sto esagerando, gioco quattro-cinque ore al giorno a Fifa on line con i miei amici di Monza, tra i quali c’è Tommaso Brignoli che milita nella Pro Patria. A Pescara la situazione è migliore rispetto alle mie zone, dove ci sono città in cui si sentono solo le sirene delle ambulanze, ma non dobbiamo abbassare la guardia e restare a casa».
Si sente solo?
«Un po’ sì, però bisogna resistere. Di positivo c’è che sto imparando a cucinare. Seguo la dieta indicata dal nutrizionista del Pescara, Rodolfo Bronzi, e cerco di tenermi in forma in vista del ritorno in campo. Cose semplici, pasta o riso a pranzo, pollo, zucchine e patate a cena. Sono sempre all’interno di queste mura, esco soltanto una volta a settimana per fare la spesa. Non ho trovato nemmeno una mascherina e allora me la sono fatta da solo con la carta da forno. So che non serve a molto, però un po’ può proteggere. L’importante è mantenere le distanze di sicurezza dagli altri».
Capelli a zero, come mai?
«Da tempo volevo tagliarli tutti come Michael Scofield, il personaggio interpretato da Wentworth Miller in Prison Break, la mia serie tv preferita. Qualche settimana fa l’avevo accennato alla mia fidanzata che mi ha spinto a desistere. Dunque quale migliore occasione ora che siamo così distanti?».
Lei come l’ha presa?
«Beh, all’inizio mi ha insultato, poi è scoppiata a ridere e mi ha detto: “Se proprio dovevi compiere questo gesto, meglio adesso che siamo lontani”».
L’infortunio alla coscia è superato?
«Sì, proprio oggi (ieri, ndc) ho svolto una seduta identica agli altri, se ci allenassimo ora sarei in gruppo. Siamo sempre in contatto, ci scriviamo sulla chat, abbiamo tanta voglia di ricominciare. Chi sento di più? Massimiliano Busellato, con lui ho legato parecchio, mi dispiace che non abbia ancora avuto la possibilità di vedere suo figlio a distanza di dieci giorni dalla nascita».
La squadra è preoccupata?
«Siamo tutti un po’ in allarme, dobbiamo seguire alla lettera le indicazioni dei medici».
Il Pescara ha tre soli punti di vantaggio sui play out. La classifica fa paura?
«No, però alla ripresa dovremo correre e allontanarci dalla zona a rischio. Purtroppo negli ultimi tempi abbiamo avuto troppe battute d’arresto, eppure diamo sempre il massimo durante gli allenamenti. Significa che non basta e bisognerà fare di più».
Play off a sei punti. È utopia raggiungere gli spareggi-promozione?
«Nel calcio non si sa mai quello che può succedere. Certo è che prima dovremo ottenere la salvezza, poi penseremo ad altri traguardi».
Tre gol in campionato, un ottimo rendimento e l’interesse di tanti club di A. Dove giocherà l’anno prossimo?
«A livello personale sono abbastanza soddisfatto, ma sarò contento solo quando la squadra raggiungerà l’obiettivo. Al futuro non ci penso, sono felicissimo di essere un giocatore del Pescara, per me ora conta solo questa maglia».
Giovanni Tontodonati
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