Zappa: mi piace spingere, il mio modello è Maicon

L’ex Inter nasce centrocampista, poi il passo indietro e lo slittamento in difesa: «Mi manda Pompetti, conosco Bettella e mi ha impressionato Del Grosso»
INVIATO A PALENA. Concentrato, serio e con le idee chiare. «Pescara è una grande occasione, perché sono in una piazza importante e sono felice di essere arrivato qui a titolo definitivo, significa che il Delfino crede in me ed io farò di tutto per ripagarlo della fiducia».
Gabriele Zappa sprizza gioia e positività e sta vivendo il ritiro di Palena come quando un bimbo entra in un negozio di giocattoli. «Ho molto entusiasmo e non vedo l’ora di iniziare il campionato con i grandi visto che ho sempre giocato nelle giovanili», dice il 19enne terzino destro prelevato a gennaio dall’Inter.
Nato a Monza, classe 1999, vice campione d’Italia con la Primavera nerazzurra, Zappa si ispira a Maicon e l’anno scorso è stato svezzato e apprezzato anche da Luciano Spalletti in prima squadra, con l’ex tecnico dell’Inter che gli ha concesso anche qualche convocazione, compresa quella in Europa League contro l’Eintracht Francoforte. «Maicon è sicuramente uno dei miei idoli fin da bambino, ma anche Francesco Zampano, che è stato qui a Pescara, è un giocatore che mi piace molto», afferma, prima di tratteggiare il suo profilo tecnico. «Mi piace attaccare e spingere sulla fascia, ma devo migliorare in fase difensiva e sto lavorando per crescere in tal senso». Il 19enne nasce come centrocampista, ma con il tempo ricopre il ruolo di terzino di spinta data la sua velocità palla al piede e l’abilità nel crossare. Prima di diventare perno della Primavera nerazzurra, il talento nato a Monza a fine dicembre del 1999, ha iniziato a tirare calci al pallone a soli 5 anni nella Cosov, una società brianzola che curiosamente all’epoca era nella galassia Milan e gestita da Filippo Galli. Zappa passa all’Accademia Inter a soli 11 anni, dove le sue qualità colpiscono gli scout nerazzurri. Ha fatto parte della nazionale under 20 e conosce bene i biancazzurri Bettella e Melegoni. «All’Inter sono stato bene e ho avuto anche la fortuna di fare una panchina in Europa League contro l’Eintracht Francoforte, a San Siro, davanti a 50mila persone. Un'emozione incredibile. Spalletti credeva in me e mi ha chiamato spesso in prima squadra, peccato solo per non aver fatto l’esordio in A. Per quanto riguarda i miei compagni, è vero, ritrovo Bettella con il quale ho giocato nell’Inter Primavera. Oltre ad essere un grande difensore, è anche un carissimo amico e sono felice di averlo ritrovato in questa nuova avventura».
Zappa è subito entrato in sintonia con i suoi nuovi compagni. «Qui ho trovato un gruppo forte e che può lottare per la serie A. Dei giocatori più anziani mi ha colpito Cristiano Del Grosso, si vede che ha tanti anni di serie A alle spalle». Chi conosce molto bene Zappa è Marco Pompetti, 19enne centrocampista pescarese doc, dell’Inter Primavera. «Siamo stati compagni di squadra nell’Inter, ma, soprattutto, siamo grandi amici. Pompetti mi ha parlato benissimo di Pescara come città e come squadra e sinceramente non potevo fare scelta migliore. Mi ha detto che qui i giovani hanno sempre fatto bene e che la società è ambiziosa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

