Zauli: «Non si può perdere così»

28 Agosto 2016

L’attaccante Petrella: «Questo passo falso deve far riflettere tutto il gruppo»

LUMEZZANE. E’ un Lamberto Zauli (nella foto a destra) spento, quello che prova a spiegare il perché di una sconfitta così cocente. Il Teramo ha perso male, al di là del punteggio. E il tecnico romano, che un pivellino non è, lo rimarca fedelmente: «Sono deluso. Non certo dal 2-0, perché in campo può succedere di prendere uno, due, anche tre gol, ma sono deluso dalla mancanza di reazione. Non abbiamo reagito, siamo rimasti passivi a guardare il Lumezzane che andava via». Come un ciclista che non ne può più quando scattano i fuggitivi, come una squadra che si scioglie come neve al sole al primo vero caldo della stagione. «Un’altra spiegazione», formula l’idea Zauli, «potrebbe essere la mancanza di partite vere in questo periodo, il cosiddetto clima agonistico. Ma sono solo ipotesi. Perché qui devo sottolineare la mancanza di reazione, non abbiamo avuto la forza di crederci. La nostra squadra non è parsa in grado di reagire, non ha reagito». Ripensa al match. «Nel primo tempo abbiamo preso le misure, creato un paio di buone occasioni. Nella ripresa abbiamo fatto tanta confusione, ma non solo questo. Non abbiamo reagito per niente ai gol subiti e questo, consentitemi, è stato un male».

Facile la disamina. Il Lumezzane, con il passare dei minuti, è parso sempre più convinto dei suoi mezzi, ha finito in crescendo mentre il Teramo era sulle gambe. «Servirà trovare una spiegazione a questo ko», continua Zauli, «in quanto ho visto una squadra senza anima né spirito, una squadra che avrebbe potuto fare di più e che, invece, non è stata in grado di farlo».

Poi ripensa al Lumezzane. «E’ stata una squadra più pimpante, che ha una storia alle spalle, che ha interpretato bene una partita difficile. Perché era difficile sia per noi che per loro». Una gara anche equilibrata come spiega il primo tempo. «Sì, vero. Loro sono una squadra che non molla mai, una compagine di categoria che sa il fatto suo. Noi? Non siamo riusciti a controbattere, ma, quel che mi fa più male, è che non siamo riusciti a reagire ai due gol presi». Poco da aggiungere se non che «serve cambiare subito registro. Abbiamo il tempo e la possibilità per farlo».

Mirko Petrella rincara la dose. Concetti espressi dal suo tecnico amplificate da chi era in campo. «L’uno-due subito ad inizio ripresa», confessa, «ci ha tagliato le gambe e non siamo riusciti più a reagire. Questa sconfitta deve indurci a profonde riflessioni. Per noi il 2-0 è stato un colpo micidiale che ci ha fatto barcollare».

Ma c’era tutto il tempo per reagire e risalire la corrente. Cosa che non è stata fatta. Petrella annuisce. «Dobbiamo fare tutti un esame di coscienza perché siamo una buona squadra e non è possibile andare incontro a queste disfatte. Al di là del risultato, infatti, è mancata totalmente la voglia di reagire, di recuperare il risultato».

E in campo si è visto. Il Teramo, infatti, ha barcollato con il primo gol subito, è finito al tappeto con il secondo e non si è più ripreso, quasi a dimostrare di non aver le armi per reagire. Non era, ovviamente, così. «Nel primo tempo», ricorda Petrella, «avevamo preso in mano il match e, anzi, siamo riusciti anche a produrre un paio di cose interessanti. Nella ripresa, invece, l’uno-due subito ci ha messo al tappeto».

Paolo Cittadini