Zauri esulta, biancazzurri promossi in Primavera 1

Muniz, Pavone e Scimia stendono i rossoneri, il Delfino chiude al primo posto davanti alla grande favorita Lazio. L’allenatore: «Vittoria sofferta e meritata»
PESCARA. Serviva un punto, ne sono arrivati tre. Festa grande per la Primavera del Pescara che cala il tris sul campo del Foggia e conquista la promozione nella Lega 1. Gara senza storia negli ultimi novanta minuti della stagione regolare con il Delfino che al 4’ è già in vantaggio grazie a un colpo di testa dell’uruguaiano Rodrigo Muniz servito da Fabian Pavone. Quest’ultimo, 19enne attaccante esterno di Silvi, al 27’ mette l’ipoteca sulla vittoria del Pescara segnando il gol del 2-0 al termine di un’azione bellissima: Zugaro De Matteis ispira, Scimia rifinisce e Pavone insacca. Poi è solo accademia con i biancazzurri che controllano agevolmente i tentativi del Foggia e nella ripresa chiudono definitivamente i conti con Luca Scimia, il centrocampista nato in Nuova Zelanda che, servito in area da Camilleri, con un tocco morbido fissa il punteggio sul definitivo 3-0.
Alla vigilia della stagione, tutti i favori del pronostico erano per la Lazio che ha occupato la vetta della classifica per gran parte del torneo. Lo scorso 26 gennaio, grazie al successo di misura (1-0) al Poggio degli Ulivi i capitolini avevano portato a sette i punti di vantaggio sul Pescara. Ma la Lazio non aveva fatto i conti con la voglia di rivalsa dell’undici di Zauri. Da quel giorno, infatti, il Delfino ha inanellato ben nove vittorie di fila chiudendo il torneo a quota 49 punti in 20 gare (16 successi, un pareggio e 3 ko, 56 gol fatti e 16 subiti) a +3 dalla Lazio, che ieri ha battuto 4-0 il Livorno.
Tra i grandi protagonisti Gennaro Borrelli, il capocannoniere del girone B con 18 reti, a secco nell’ultimo match con il Foggia. Scoperto dal responsabile tecnico delle giovanili Tonino Di Battista, il 19enne bomber milita nel Pescara da quando aveva 14 anni. Insieme a Borrelli, un gruppo storico di ben sette calciatori locali che vestono la maglia biancazzurra da quando avevano sei anni: il portiere Scuccimarra, i difensori Martella, Zugaro, D’Angelo e Paolilli, il centrocampista Palmucci e l’attaccante Pavone. Ed è questo il vanto maggiore del club.
Esulta il condottiero Luciano Zauri, ex collaboratore tecnico di Massimo Oddo, che alla sua prima esperienza in panchina mette subito un trofeo in bacheca. «Sono felicissimo», dice il 41enne di Pescina, «è la vittoria di tutti. Ringrazio la società, il mio staff e i giocatori. È un successo sofferto e meritato. Dopo la sconfitta con la Lazio il cammino era diventato complicatissimo, ma siamo stati bravi a rialzarci subito. Dedico questa gioia a mia moglie e ai miei figli».
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