Zauri: «Non ci sono alibi, voglio vincere e basta»

Il tecnico rilancia Zappa e lascia a casa gli esperti Del Grosso e Bruno
PESCARA. Battere il Pisa per allontanarsi dalla zona rossa. In attesa del trittico da brividi (dopo i nerazzurri Empoli, Cremonese e Perugia) oggi alle 15 all’Adriatico il Pescara prova a riscattare il ko di Castellammare di Stabia contro l’undici del pescarese Luca D’Angelo. La vigilia è vivacizzata dalle mancate convocazioni di Cristiano Del Grosso e Alessandro Bruno, che Luciano Zauri a sorpresa lascia a casa. Una scelta forte, di netta discontinuità rispetto al passato, dal momento che finora il tecnico aveva spesso puntato sui calciatori più esperti. Al contrario, la virata sulla linea verde diventa energica. Dopo i gradi di titolare assegnati a Borrelli, nelle convocazioni di ieri compaiono di nuovo i nomi dei baby Palmucci e Pavone, con quest’ultimo che ha anche debuttato in serie B nell’ultima partita contro la Juve Stabia. Proprio dal match di martedì in Campania inizia l’analisi di Zauri. «Al Menti potevamo vincere e non ci siamo riusciti per colpa nostra, al di là dei meriti degli avversari. Una squadra che vuole crescere diventando più tosta non può prendere gol del genere, in particolare il primo. Dopo il rigore sbagliato dalla Juve Stabia siamo passati in vantaggio e dovevamo gestire meglio la situazione, invece abbiamo incassato il pareggio con la difesa schierata». Il 41enne marsicano chiede alla squadra di evitare i cali di concentrazione che stanno rallentando il processo di crescita e, al tempo stesso, spera che gli episodi girino a suo favore. «Abbiamo perso due partite contro Spezia e Juve Stabia e stiamo zitti, però sicuramente potevamo avere qualche punto in più. Il secondo gol a Castellammare di Stabia è nato da una rimessa dal fondo assegnata per errore ai nostri avversari, visto che era calcio d’angolo per noi. Poi l’arbitro non ci ha concesso un rigore netto per un fallo su Borrelli. Con lo Spezia avevamo pareggiato nel finale e la rete di Brunori è stata ingiustamente annullata. Se a tutto ciò aggiungiamo che a causa dei tanti infortuni finora non ho avuto la possibilità di schierare due volte di fila la stessa formazione, il risultato è che non è semplice trovare la necessaria continuità. Gli episodi non ci hanno aiutato. Non cerco scuse, questi non sono alibi, ma semplici dati di fatto. Chiaramente l’atteggiamento dei ragazzi deve essere diverso, in alcune situazioni serve più carattere se vogliamo diventare una squadra ostica per tutti». L’avversario di oggi lo è già, undici scorbutico quello di D’Angelo. «Il Pisa è una neopromossa che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, in attacco ha calciatori bravi ed è un avversario temibile. Credo che giochi con il 4-3-1-2 utilizzato nelle ultime due gare, però non guardo in casa degli altri, voglio vincere e basta».
Le scelte. In difesa, a destra Zappa vince il ballottaggio con Vitturini e sostituisce lo squalificato Ciofani, mentre a centrocampo Palmiero stringe i denti e gioca dal primo minuto. L'ex Cosenza è stato sontuoso con il Benevento e impalpabile al Menti. Zauri prova a dare una spiegazione. «Palmiero viene da un periodo di inattività e da qualche giorno convive con un problema fisico. È normale alternare prestazioni positive ad altre meno brillanti, ma abbiamo bisogno di lui». Accanto al playmaker di proprietà del Napoli rientra Memushaj, con il deludente Ingelsson in panchina. Il 21enne svedese deve ancora inserirsi nei meccanismi. «Ingelsson ha bisogno di giocare», commenta Zauri, «martedì si è dato da fare, lo vedo migliorato rispetto a un mese. Ha commesso degli errori, come è successo ai compagni. Il suo processo di crescita deve essere graduale, ha ampi margini di miglioramento». Infine, conferma in attacco per Borrelli che si appresta a disputare la terza gara da titolare in otto giorni. «Può tranquillamente scendere in campo un’altra volta, non è più stanco degli altri».
Giovanni Tontodonati
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