Zauri non molla il 4-3-3, Di Grazia la chiave

7 Settembre 2019

Avanti col tridente e l’ex Catania è l’ago della bilancia, ma la mancanza di esterni mancini porterà all’evoluzione del modulo

PESCARA. «Mercato da 7 e piena fiducia in Zauri». Qualche giorno fa, al Centro, il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, ha descritto così il momento del Delfino dopo la vittoria con il Pordenone e, soprattutto, dopo la fine del calciomercato. Nessun colpo finale in attacco e nessun esterno da piazzare, a sinistra, nel tridente offensivo disegnato dal tecnico Luciano Zauri. «Il cambio del sistema di gioco? Spetta a Zauri, lui ha carta bianca su tutto e la nostra massima fiducia», ha aggiunto il patron Sebastiani. L’allenatore adesso dovrà fare delle scelte ben precise.
Tra la gara di Salerno e quella in casa contro il Pordenone, il tecnico marsicano ha cambiato molto, mettendo in campo le pedine giuste, ma senza stravolgere l’impianto tattico. Il 4-3-3 visto all’opera domenica scorsa ha fatto intravedere trame di gioco interessanti, anche se l’undici biancazzurro deve ancora trovare l’equilibrio nella fase di non possesso. Con il tempo si spera che tutti gli ingranaggi vengano oliati e che il Pescara possa trovare il giusto equilibrio tattico. Il 4-3-3 visto con il Pordenone dovrebbe essere riproposto anche contro il Cosenza, specie per quanto riguarda centrocampo e attacco.
Al momento Zauri andrà avanti con questo sistema di gioco dando fiducia allo sgusciante Andrea Di Grazia. Il 23enne esterno offensivo siciliano in questo momento rappresenta l’unica ala sinistra di ruolo. Zauri, attualmente, con il 4-3-3 può contare solo sull’estro e la velocità dell’ex Catania, che ha dei notevoli margini di miglioramento, visto che Milos Bocic, serbo classe 2000, arrivato dall’Udinese, deve essere ancora testato per bene. Il 19enne ha dei colpi interessanti, può ricoprire il ruolo di esterno mancino nel tridente, ma in Friuli spesso è stato impiegato da seconda punta.
Dunque, Di Grazia, Tumminello e Galano comporranno il tridente anche a Cosenza, mentre a centrocampo, salvo sorprese, fiducia all’imprescindibile Palmiero in cabina di regia con Machin e Memushaj mezze ali. Nelle prossime settimane, però, il Delfino potrebbe iniziare a lavorare su altri impianti tattici per valorizzare anche altri giocatori arrivati nel mercato estivo. Non è assolutamente da escludere, infatti, che si possa passare al 4-3-1-2, con Kastanos o Machin a ridosso delle due punte Tumminello e Galano, altrimenti con Brunori al posto di uno dei due. Con l ’avanzamento di Machin nel ruolo di rifinitore, a centrocampo si prevede il posizionamento del rubapalloni Busellato o dello svedese Ingellson, insieme all’altro interno Memushaj.
L’altra soluzione, infine, potrebbe portare al modulo ad “albero di Natale”, ovvero il 4-3-2-1. Qui, dalla cintola in sù, le soluzioni sono molteplici. Dietro l’unica punta (Tumminello, Brunori o Maniero) potrebbero essere piazzati Machin e Kastanos, altrimenti Galano e Di Grazia, ma anche lo stesso Brunori, il quale, però, predilige di più giocare vicino alla porta.
Zauri, insomma, ha davanti un lavoro interessante da poter sviluppare. Ci vorrà un pizzico di creatività tecnico-tattica del giovane allenatore biancazzurro, che dovrà creare la giusta alchimia. Alchimia che si crea anche fuori dal campo e, per questo motivo, ieri sera l’allenatore ha portato a cena tutta la squadra al ristorante “Da Tatillo”. Un modo per cementare un gruppo nuovo che deve trovare l’affiatamento anche fuori dal rettangolo verde.
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