Zauri: è mancato solo il gol Io rischio? Decide il club...

Il tecnico: «Atteggiamento positivo. Il mio futuro? Sono sempre in discussione»
FROSINONE. Un atteggiamento rinunciatario, lo si è percepito sin dalla comunicazione della formazione ufficiale. Pescara senza punte di ruolo, con i soli Galano e Machìn in avanti, supportati Memushaj. Davvero troppo poco per pensare di impensierire una retroguardia arcigna come quella del Frosinone, che in casa non prende gol da due mesi e mezzo, ossia dall’1-1 col Cosenza.
I biancazzurri hanno avuto l’idea poco brillante di andarsela a giocare senza punti di riferimento allo Stirpe. Un rischio calcolato, se dopo la gara il tecnico del Pescara Luciano Zauri ha ammesso che avrebbe voluto vedere qualcosa di diverso dai suoi, in fase realizzativa. «Credo sia mancato solo il gol, per il resto l’atteggiamento è stato positivo», ha detto il 41enne allenatore biancazzurro. «Mi aspettavo maggiore predisposizione da parte degli attaccanti ad attaccare lo spazio in area di rigore, avrebbero dovuto farlo i tre che ho schierato davanti, non direi che abbiamo giocato senza punte. Però c’è anche da dire che il Frosinone ha coperto l’area di rigore, in determinante circostanze, anche con otto uomini per cui era davvero difficile riempirla».
Per Zauri, quindi, sono stati superiori i meriti dei ciociari, rispetto ai demeriti di un Pescara che mai ha impensierito il portiere giallazzurro Bardi. È vero che il raddoppio è arrivato solo nel finale, ma gli ingressi di Riccardo Maniero e soprattutto Gennaro Borrelli sono stati tardivi. Giustificazioni da parte di Zauri che, proprio perché non si riusciva a scardinare il muro del Frosinone, avrebbe potuto giocarsi prima le carte delle due torri. «Avevamo preparato la gara per dominare in tutti i settori, come poi è stato. Avevo chiesto alla squadra di effettuare possesso palla, ci siamo riusciti anche se è stato piuttosto sterile perché non abbiamo concluso quasi mai in porta. Anche il Frosinone non ha tirato tantissimo in porta», ha affermato l’allenatore del Pescara, «noi ce la siamo giocata, avendo il pallino del gioco anche se non siamo riusciti a pungere. Il Frosinone è una grossa squadra, molto forte, si è chiusa bene e solitamente sta molto bassa. Non era un avversario facile da affrontare, ogni tanto dobbiamo anche sottolineare la forza ed i meriti degli avversari. Il Frosinone è stato più bravo di noi perché ha fatto gol, ma noi abbiamo avuto un buon atteggiamento: è mancata solo la rete».
Con due punti (ottenuti in casa) in quattro partite, con due gare perse di fila fuori casa, la posizione di Luciano Zauri torna in bilico, dopo il sereno che sembrava esserci dopo una fase centrale in cui era finito sulla graticola. L’ex terzino di Lazio e Sampdoria la prende con filosofia: «Io sono sempre in discussione, è il mestiere dell’allenatore. Sono qui per fare il mio lavoro, decide la società». Il Frosinone dell’ultimo mese, invece, è tornato clamorosamente in corsa per la promozione diretta in Serie A.
Sembrano essere passati anni luce dall’avvio poco entusiasmante. «Ora la situazione si è fatta interessante», ha detto il tecnico dei ciociari Alessandro Nesta, compagno di Zauri da calciatore in Nazionale, « e sono contentissimo per la classifica che sta maturando. La società è stata lucida in un momento brutto. Ci presentiamo alla gara col Benevento con grande convinzione, sarà una partita bellissima da giocare».
Sul match col Pescara, l’ex difensore del Milan dice la sua: «Nel primo tempo abbiamo giocato male, i giocatori si lamentavano del sole in faccia. In fase difensiva i nostri avversari venivano in mezzo al campo, con Memushaj, Machìn e Galano, e noi non trovavamo profondità. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, anche se avremmo potuto fare qualcosa di più». Una vittoria che fa salire i ciociari al secondo posto in classifica.
Alessandro Bardi

