Zavettieri, la panchina torna in bilico

10 Marzo 2015

L’allenatore non si dimette, ma la società riflette sull’ipotesi Corda (ex Savona)

L’AQUILA. Dopo la cocente sconfitta, arriva in sala stampa scuro in volto il tecnico aquilano Nunzio Zavettieri. «Non voglio cercare alibi, mi assumo le mie responsabilità. Stiamo attraversando un periodo nerissimo, non ce ne sta andando bene una…». L’allenatore calabrese analizza la partita. «Eravamo partiti bene, ma il gol a freddo di Ruopolo ci ha tagliato le gambe. Nel secondo tempo contavo di dare più qualità e intensità alla squadra con i cambi ma l’espulsione di Karkalis mi ha scombussolato i piani». A chi gli chiede perché abbia scelto Gotti e non un attaccante di peso come ultimo cambio, Zavettieri ribatte: «L’idea era quella di far entrare uno tra Virdis e Pozzebon. Il rosso a Karkalis però mi ha costretto a far entrare Gotti sulla fascia mancina per preservare gli equilibri. Non è stata una mossa per coprirsi ma semplicemente per evitare di prendere una goleada in contropiede». Sul rischio esonero, questo il pensiero del diretto interessato. «Sono sereno perché so che fa parte del gioco. Mi sento in discussione ogni giorno. In questo momento devo solo pensare a fare al meglio il mio lavoro, poi le decisioni spetteranno alla società». Che sta valutando l’ipotesi Corda, ex Savona.

Poi, in sala stampa, è il turno del responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola. «Dopo un bruttissimo febbraio, il mese di marzo è cominciato in modo ancora peggiore. Io non mollo, ma non sono contento della piega che sta prendendo il campionato. Ci saranno provvedimenti nelle prossime ore. Zavettieri esonerato? Siamo tutti in discussione, al momento non posso dire nulla ma domani (oggi, ndc) qualcosa accadrà».

Il ds rossoblù si prende poi le responsabilità di natura tecnica per la situazione dell’Aquila. «Se tornassi indietro, non rifarei parecchie scelte di mercato. Le colpe sono tutte le mie perché la squadra e i giocatori sono mie scelte. Sono il primo a essere amareggiato, ma in qualche modo dobbiamo uscirne fuori. Mi dispiace tantissimo soprattutto per la società che ha fatto e sta facendo enormi sacrifici e per i tifosi». Di Nicola non fa giri di parole: «È evidente che c’è confusione e che i problemi interni di spogliatoio ancora non siamo riusciti a risolverli. Dobbiamo capire dove e come intervenire in fretta. I tempi delle belle parole sono finiti. Obiettivo ridimensionato? Pensiamo a raggiungere la quota salvezza, in questo momento è la cosa più logica da fare anche perché ogni anno ho sempre ragionato così».

Giammarco Menga

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