Zdenek e la gara del cuore, la Sicilia sua seconda casa

Nel 1969 lascia Praga e sbarca a Palermo dove allena e conosce sua moglie Guida il Messina in B e lancia Schillaci nel grande calcio. Oggi non farà sconti
PESCARA. Italiano, in particolare siciliano, d’adozione. Oggi il Pescara affronta il Messina e Zeman sbarca di nuovo sull’isola, una terra a cui è legato da oltre mezzo secolo. Nel 1969 Zdenek si trasferisce da Praga a Palermo, dove vive lo zio materno, Cestmir Vycpalek, ex calciatore e allenatore rosanero (anche di Juventus e Parma). In realtà era già stato nel capoluogo siciliano nei tre anni precedenti per trascorrere l’estate. «Pensavo di non poter vivere lontano da Praga, ma non avevo ancora visto il mare di Mondello», ha rivelato tempo fa il tecnico. A Palermo Zeman conosce Chiara, la donna della sua vita. Il boemo è istruttore di nuoto e la ragazza (che poi diventerà sua moglie) frequenta il corso. Scoppia l’amore, dal matrimonio nascono Karel e Andrea. Sull’isola Zdenek inizia pure a sperimentare il 4-3-3 alla guida di squadre dilettantistiche, poi nelle giovanili del Palermo, Licata, prima delle esperienze a Foggia e Parma.
Nel 1988, il ritorno in Sicilia, nel Messina che partecipa al campionato di Serie B. Il patron Turi Massimino decide di puntare sull’emergente Zeman, che raccoglie la pesante eredità di Franco Scoglio, passato al Genoa. Il ds è Enzo Nucifora (ex Pescara), in rosa ci sono Guido Di Fabio (in passato centrocampista biancazzurro), Giacomo Modica (ex tecnico del Celano) e il marsicano Angelo Pierleoni. In attacco la punta di diamante è Totò Schillaci, che con il boemo esplode definitivamente realizzando 23 gol.
L’exploit a fine stagione gli vale la chiamata della Juventus, che lo acquista per 6 miliardi di vecchie lire (più di 3 milioni di euro). Il Messina chiude all’ottavo posto, un ottimo risultato per una squadra non particolarmente competitiva. L’anno successivo Schillaci diventa il capocannoniere dei Mondiali ’90 che si giocano in Italia. Zdenek ha ancora tanti amici a Messina, la città gli è rimasta nel cuore, ma oggi non farà sconti.
Qui Messina. In dubbio la presenza tra i titolari di Antonino Ragusa, ex attaccante del Pescara (42 presenze e 10 reti nel 2013-14 in B). Al suo posto potrebbe giocare Versienti. Kragl è acciaccato e forse va in panchina. Assenti per infortunio Grillo e Catania (stagione finita), oltre allo squalificato Fofana. Il tecnico Ezio Raciti carica i suoi. «Non dobbiamo avere paura», dice l’allenatore del Messina, «bisogna sfidare il Pescara a viso aperto, vogliamo conquistare l’intera posta in palio, anche perché in casa è da tanto che non vinciamo. Il Pescara? Ha allestito una rosa in grado di competere con Catanzaro e Crotone. È un po’ attardato in classifica, però l’organico è di grande valore». In panchina Paolo Napoletano, attaccante di Penne cresciuto nel Delfino.
(g.t.)
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