Zeman blinda il Pescara Pellacani la carta vincente

Un gol subìto nelle ultime 4 gare, il difensore biancazzurro si è preso la scena
PESCARA . Che bella sorpresa per il Pescara. Il Rimini batte la Carrarese, il Perugia non va oltre il pareggio (2-2) con la Vis Pesaro e la squadra di Zeman resta al terzo posto in classifica. E qualche brivido anche per la Torres che però resta a + 10 dai biancazzurri.
Il “nuovo” Pescara. Quale sia stata la componente tecnica che ha attivato la bacchetta magica di Zeman nell’ultima settimana è difficile dirlo. Di sicuro da Chiavari in poi si è visto un Pescara completamente diverso rispetto a quello carico di amnesie di novembre, più bello e concreto anche di quello che aveva strappato applausi ad inizio anno. Dentro la bacchetta magica del boemo di sicuro c’è l’energia e l’interpretazione del ruolo di Filippo Pellacani. Non è un caso che con l’ex Virtus Verona in campo la squadra sia più corta e compatta senza più concedere tante palle gol agli avversari. Per carità, anche Pellacani è umano e ha sbagliato nel primo tempo di sabato contro l’Olbia. Ma è stato un unico episodio nella terza partita consecutiva portata casa senza sbavature. E dentro quella bacchetta magica c’è anche tanto di Salvatore Aloi. Non più play, ma stabilmente nel ruolo di mezzala. Un’intuizione che era nell’aria da tempo e che nell’ultima settimana è diventata presenza fissa. Dagasso? Bravissimo, ma a Chiavari e Pontedera c’era Squizzato e il “Pescara 2” che sta strappando applausi fino a sabato non aveva la firma del classe 2004. Contro l’Olbia, però, la sua prova da play è stata talmente bella e convincente che per Zeman adesso arriverà l’imbarazzo della scelta con il rientro di Squizzato. E anche qualche dubbio imprevisto.
Difesa blindata. Se pensiamo al mese di novembre ma anche ai tanti gol subiti ad inizio stagione nonostante un super Plizzari, le ultime tre gare di campionato e quella di Coppa Italia con il Latina, sono state chiuse con una sola rete al passivo nata sugli sviluppi a Chiavari di una palla inattiva sanno di svolta. Filippo Pellacani è la chiave, per le sue qualità tecniche e per la sua capacità di interpretare tatticamente la partita con quella pressione alta (e spesso vincente) tanto cara a Zeman. Il Pescara dell’ultimo periodo è una squadra più corta e compatta, soprattutto è una squadra che concede pochissimo la profondità agli avversari. Entella, Pontedera e Olbia avevano un piano partita simile: aggressione e attacco in verticale della zona alle spalle della difesa dei biancazzurri. Un progetto tattico fallito grazie al nuovo Pescara.
A centrocampo mosse vincenti. Dicevamo di Salvatore Aloi. Applicato e diligente in regia ma con vizio delle palle perse, da categoria superiore e grande valore aggiunto nel ruolo di mezzala. La sua nuova posizione è una chiave del bel Pescara dell’ultimo periodo. Difficilmente (e per fortuna) lo rivedremo nel ruolo di play. E il rinnovo di contratto è vicinissimo: salvo colpi di scena l'ex Avellino firmerà un biennale. Matteo Dagasso ha impressionato tutti per qualità e personalità in quel ruolo. L’Olbia forse è un test poco attendibile e andrà rivisto contro altri avversari ma i 90’ di sabato scorso sono serviti per chiarire a tutti che il classe 2004 la mezzala la può fare ma da regista sa il fatto suo. Zeman chiede massimo due tocchi e verticalizzare subito? Dagasso esegue. Intanto oggi verrà effettuata una nuova ecografia che stabilirà con esattezza l’entità del problema muscolare di Simone Franchini.
Il fattore Cuppone. «Gigi Cuppone è bravo, fa ancora qualche errore tecnico, ma sta giocando bene». Così Zeman nel dopo partita sul suo capocannoniere (6 reti come Tunjov). Di sicuro Cuppone fa errori anche banali ma ad oggi è il più bravo ed efficace di tutti i centravanti a disposizione.
Mercato e Coppa Italia. Per capire bene le strategie in entrata saranno fondamentali le prossime tre partite prima della sosta. Una settimana fa play e centravanti erano indispensabili. Oggi un po' meno, ma ci vuole equilibrio nelle valutazioni e il d Delli Carri sa bene cosa serve. Di sicuro in uscita con la valigia in mano ci sono Ciocci, Manu, Vergani e Mora. Nei quarti di finale di Coppa Italia mercoledì (ore 20.30) a Catania potrebbero rivedersi Pierno, Brosco, Di Pasquale e Moruzzi in difesa, tanti dubbi in mediana, mentre in attacco Cangiano, Tommasini e Masala scalpitano per una maglia.
Enrico Giancarli
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