Zeman: «Così si gioca a Subbuteo»

Il tecnico bacchetta la squadra: «Atteggiamento preoccupante. Non ci sono movimenti, tutti fermi ad aspettare il pallone»
PESCARA. La sensazione è che Zdenek Zeman predichi nel deserto. Perlomeno in questa fase, gli input dell’allenatore del Pescara passano quasi inosservati.
Alla vigilia del match aveva chiesto un atteggiamento più sbarazzino rispetto alle precedenti uscite. Il boemo si aspettava una risposta convincente, invece si è trovato a commentare un passo indietro preoccupante. Poche azioni degne di nota, due errori pagati a caro prezzo e un atteggiamento incomprensibile. Un mancato rispetto delle consegne che ha fatto scattare l’allarme. «Non c’è stato movimento senza palla. Ho visto i ragazzi fermi ad aspettare il pallone e così diventa tutto più difficile». Nelle prime cinque gare l’impronta zemaniana non era stata marcatissima, ma almeno i biancazzurri erano stati capaci di collezionare numerose palle gol. Poi, nelle trasferte di Cremona e Carpi, le prime avvisaglie di un’involuzione della manovra diventata all’improvviso prevedibile. I quattro punti conquistati avevano mascherato le carenze, anche se Zeman non era contento. E, ieri, il ko casalingo che apre molti interrogativi. «Il problema è che dopo tre mesi di lavoro i calciatori non hanno ancora capito cosa bisogna fare. Mi preoccupa l’atteggiamento della squadra. Se giochiamo sui piedi di calciatori fermi non arriviamo mai al tiro e regaliamo spesso il pallone agli avversari. Siamo indietro nel processo di assimilazione dei concetti di gioco».
Il Cittadella ha castigato i biancazzurri capitalizzando al massimo i propri sforzi. «I veneti sono molto aggressivi e noi gli abbiamo facilitato il compito passandoci il pallone tra i piedi senza muoverci». Una prestazione negativa che lascia perplesso il tecnico. «Dall’inizio della preparazione stiamo lavorando su alcune situazioni tattiche che però non riusciamo a riproporre in partita. Ripeto, ci è mancata la mobilità. Se ognuno fa tre tocchi è ovvio che gli avversari hanno vita facile. Al contrario, bisognava smarcarsi senza palla».
Forse il Pescara si esprime meglio in trasferta contro avversari che concedono qualche spazio in più. «Non sono d’accordo. Se non cambieremo atteggiamento avremo problemi sia in casa che fuori. Vorrei una squadra più propositiva. Se giochiamo da fermi come nel Subbuteo non potremo ottenere alcun risultato positivo». Nessuna giustificazione, nemmeno per l’orario (12,30) inconsueto. «Non cerco scuse. Dico solo che la prestazione non è stata buona, anche se il Cittadella ha sfruttato due nostre ingenuità. Sul primo gol, Adorni è arrivato bene sul cross, però serviva maggiore attenzione. In occasione della seconda rete, Fornasier è uscito, ma Bovo è rimasto indietro anziché seguire il movimento del compagno. Era una lettura facile». In seguito, il destinatario delle critiche diventa il Cittadella. «Secondo Venturato loro provano sempre a giocare a calcio. Al contrario io ho visto una squadra che ha cercato di non giocare. Su ogni rimessa perdevano tempo. Il Cittadella è molto aggressivo, tant’è che di solito commette tanti falli. Oggi (ieri, ndr) li abbiamo fatti più noi perché loro appena venivano toccati si mettevano ad urlare. Noi non siamo capaci di fare queste cose». Zeman ha rilanciato Benali che su rigore ha segnato il suo 3° gol in campionato. «Ha fatto la sua parte, si è impegnato molto, però vuole sempre il pallone tra i piedi fuori dall’area, invece dovrebbe andare dentro e liberare gli spazi al terzino e alla mezzala». Benali e Brugman si sono cercati spesso. Il boemo commenta con una battuta. «Beh, loro sono molto amici. Bisognerebbe cambiare gioco velocemente, invece non ci siamo riusciti». Il tecnico del Cittadella, Roberto Venturato, vince il suo primo duello in carriera con Zeman portandosi a casa tre punti preziosi. «La mia squadra ha disputato un’ottima gara, soprattutto nel primo tempo. Il Pescara è molto forte, però siamo stati capaci di arginarlo dimostrando di poter giocarcela alla pari contro chiunque. Play off? Prima la salvezza».
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