Zeman: «Errori pagati a caro prezzo»

4 Settembre 2017

Il tecnico: «Abbiamo preso due gol su palle inattive, ma la squadra ha lottato fino alla fine. Buona prova nel primo tempo»

INVIATO A PERUGIA. Non si è andati oltre il poker, ma non solo per quanto riguarda il punteggio. Ieri, infatti, oltre ai quattro gol, si è fermato a quattro anche il numero dell’imbattibilità al Curi nelle ultime partite. L’ultimo ko, prima di ieri, risaliva al marzo 2008, quando i grifoni vinsero per 2-1. Da lì in poi solo gioie per il Delfino, però ieri sera è stato il Grifone a farlo piangere. Anche a Zeman, il Curi, non porta molta fortuna, visto che l’ultima volta, nel 2000, dopo un pari col Napoli venne esonerato, dopo appena sei giornate. Il boemo non è di certo felice per il ko, ma non butta via tutto. «Nel primo tempo abbiamo fatto bene», ha sentenziato l’allenatore del Pescara. «Siamo stati abbastanza ordinati. Siamo andati sotto di due gol. Il primo evitabile e il secondo a causa di un liscio del nostro difensore. I ragazzi hanno giocato. Su alcune palle non eravamo molto concentrati. La squadra mi è piaciuta perché ha lottato fino alla fine. Anche dopo il doppio svantaggio ha cercato sempre di rimanere in piedi. Nel primo tempo abbiamo avuto una buona occasione non sfruttata e giocato molto sugli esterni».
Primi 45’ positivi, per Zeman, mentre nella ripresa «c’è stata troppa confusione. Abbiamo giocato in modo troppo frenetico e senza riferimenti precisi. Poi, sul 3-2 la squadra si è sbilanciata e abbiamo subito le ripartenze dei nostri avversari». Sui singoli, il tecnico ha spiegato alcune scelte, come l’esclusione di Crescenzi. «Ho messo Zampano dal 1’ perché è lui il titolare. E’ un giocatore bravo, che ha avuto molto mercato. Non ho sentito tante offerte per Crescenzi. In serie A ha fatto molto bene ed è lui il titolare». Coulibaly è andato nel pallone e Pettinari quasi inesistente. «Il punto forte di Coulibaly è la prestanza fisica, ma non riesce ad esprimersi al meglio tecnicamente. Anche nel controllare il pallone». Pallone che non è stato spinto in rete da Pettinari, bomber con una tripletta alla prima giornata di campionato. «Pettinari ha giocato poco qui al Curi, ma è dipeso dal centrocampo che non lo ha cercato a dovere. Lui si muove tanto, anche in modo giusto, mentre abbiamo giocato troppo sugli esterni».
La mossa Ganz da esterno nel tridente non è servita. «Volevo che si accentrasse, ma non è andata bene». Attacco da rivedere e difesa da registrare il prima possibile. Zeman ascolta la critica, ma non è molto d’accordo. «Abbiamo preso due gol da palle da fermo, non credo che c’entri l’esperienza. Gli ultimi due gol presi, invece, non li calcolo come errori, perché la squadra era sbilanciata in avanti per tentare il recupero». E, infine, ha parlato anche dell’assenza di Del Sole. «Dispiace, certo, ma non credo che da solo poteva cambiare le sorti partita. Anche al Perugia mancavano dei giocatori importanti. Han? E’ un ragazzo sveglio, mi piace. Balzano che ha giocato con lui a Cagliari mi ha detto che è molto bravo e si è visto stasera».
Ahmad Benali è stato uno dei pochi a salvarsi: «Volevamo vincerla, invece torniamo a casa a mani vuote. La B è un campionato lungo e queste sconfitte potrebbero farci crescere», il commento del centrocampista libico. «Abbiamo tirato poco in porta, a volte, anche male». E sulla difesa, aggiunge: «Le squadre che affrontiamo sanno come giochiamo e gli avversari, come è accaduto contro il Perugia, ci aspettano e poi ripartono. Non è colpa del reparto difensivo, ma di tutta la squadra, se prendiamo gol». Benali è stato al centro di diversi rumors di mercato, ma, alla fine, è rimasto a Pescara. «Sto bene qui e sono felice di essere rimasto», taglia corto il centrocampista cresciuto nel Manchester City.
Andrea Coda, il più esperto dei biancazzurri in campo ieri, non fa drammi: «Abbiamo preso due gol su palla inattiva» dice il 32enne ex blucerchiato. «Non abbiamo mollato e c’è stata la reazione sia sul 2-0 e sia sul 3-1. Il Perugia era messo bene in campo, certo, però non è una giustificazione», ha chiuso il difensore prima di salire sull’autobus che a notte fonda è rientrato a Pescara.
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