Zeman: felice per i 3 punti non per il gioco espresso

L’allenatore: «Nel finale difesa a cinque perché soffrivamo sui palloni alti» Il match winner: «Il gol? Bellissimo, un momento così l’aspettavo da tempo»
Zdenek Zeman contento per il successo, ma non per il gioco espresso dal Pescara. Il tecnico analizza la partita vinta al Comunale di Chiavari contro l’Entella: «Abbiamo giocato poco, ma i ragazzi hanno lottato per fare risultato. Tre palle gol le abbiamo costruite, anche facili, ma se non facciamo il secondo gol poi dobbiamo soffrire fino alla fine. Dovevamo ripartire, ma Franchini e Tunjov non sono uomini da ripartenza, sono pesanti e lenti. Il gol? Se non lo faceva, era da ammazzarlo…».
Clamoroso quel finale con la difesa a 5. Almeno per Zeman. «Dall’inizio loro giocavano la palla alta per gli attaccanti, per difendere il risultato abbiamo ho messo Brosco». A centrocampo cambi decisivi nella ripresa: «Volevo due uomini per lottare fisicamente in mezzo al campo. Franchini l’ha fatto, anche se ha perso qualche pallone. All’inizio invece speravo che la giocassimo di più, anche se la palla del gol e la palla per Cuppone sono state azioni importanti».
L’atteggiamento della squadra è stato quello giusto: «Abbiamo lottato. Si giocava alti per lasciarli in fuorigioco: a volte è riuscito e altre no. Ma dobbiamo essere più attivi anche dietro, abbiamo sofferto le palle alte. Capita spesso».
A Pontedera, martedì, per accorciare in classifica e trovare continuità: «Spero ci sia lo stesso ardore di oggi, non dobbiamo far giocare gli altri e cercare i contrasti. Spero che giocheremo di più e meglio il pallone».
Pierno ammonito dopo il gol, salterà Pontedera. Emergenza a destra: «Floriani? Se può giocare, oggi si è fatto male… l’alternativa? Un centrale sulla destra». Il giovane della Lazio ha accusato un fastidio all’adduttore, potrebbe giocare Pellacani terzino destro in Toscana nel recupero.
Il match winner Simone Franchini raggiante: «Era un momento che aspettavo da tanto, mesi fa avevo vissuto un momento difficile: volevo dedicare la rete alla mia famiglia e a un mio ex compagno di squadra (Niko Kirwan , terzino neozelandese del Padova, ndc) che mi ha aiutato tanto. Il gol? Nato da un’azione provata in settimana, simile a quella di Coppa con Masala: lì ho sbagliato, oggi (ieri, ndc) è andata dentro. La corsa verso i tifosi? E’ stata un’enorme gioia, per me e per la squadra perché ci meritavamo questa vittoria che non arrivava da un po’ di tempo. Stare fuori non è bello, ma sono a disposizione della squadra e quando il mister lo ritiene opportuno, io sono pronto».
Come sta oggi Franchini? «Sicuramente i ritmi partita sono diversi dagli allenamenti, qualcosa ancora manca. Ora a Pontedera per noi un nuovo punto di partenza: ogni partita possiamo giocarcela con tutti. Bisogna vincere più partite possibili». Rotto un lunghissimo digiuno: «Ultimo gol due anni fa con il Monterosi, l’anno scorso a Padova solo uno, ma annullato».
Orlando D'Angelo
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