Zeman: «Ko per un rigore dubbio» Sebastiani: Rafael migliore in campo

CAGLIARI. Un’altra sconfitta, l’ennesima di questo campionato per il Pescara. A decidere la gara è stato un calcio di rigore di Joao Pedro, con Zdenek Zeman che si è lamentato per la decisione dell’ar...
CAGLIARI. Un’altra sconfitta, l’ennesima di questo campionato per il Pescara. A decidere la gara è stato un calcio di rigore di Joao Pedro, con Zdenek Zeman che si è lamentato per la decisione dell’arbitro Minelli. «Era una partita che si poteva anche vincere», ha sottolineato l’allenatore boemo, «purtroppo abbiamo perso su un calcio di rigore dubbio. Fornasier aveva il braccio dietro e non poteva vedere la palla, secondo me non c’era la volontarietà». Secondo Zeman il Pescara ha giocato meglio del Cagliari. «Abbiamo tirato più dei rossoblù, ma non riusciamo a metterla dentro e paghiamo questo scotto. La partita è stata equilibrata, sinceramente non ricordo una parata di Fiorillo, ma solo quelle di Rafael».
È stata una gara particolare per Zdenek Zeman, accolto al Sant’Elia dagli applausi dei tifosi che non hanno dimenticato la parentesi del boemo in Sardegna. «Ringrazio i tifosi per gli applausi. Mi hanno trattato come se avessi vinto un campionato anche se andò diversamente. Due anni fa abbiamo giocato qualche buona partita, ma l’avventura non è stata positiva. La squadra era abituata a giocare in maniera diversa, forse non credeva nei cambiamenti che volevo portare io perciò mi sono dimesso perché non potevo dare nulla». Chissà se potrà darlo l’anno prossimo al Pescara: «Al momento non ci sono le basi, alla fine del campionato lavoreremo per ricostruire».
Poi spunta Daniele Sebastiani. Il presidente del Delfino passeggia nel parcheggio del Sant'Elia. Incrocia e confabula amabilmente con il suo omologo del Cagliari, Tommaso Giulini, e con il vice presidente, Stefano Filucchi. Al centro del colloquio anche il caso Muntari. «Non ho sentito nulla, stavo andando via dalla tribuna centrale», racconta Sebastiani, «mi hanno riferito, ma non voglio alimentare polemiche: quattro o cinque persone che non hanno nulla a che fare con il tifo e il calcio ci sono ovunque. Il Cagliari e la gente di Cagliari non c'entrano nulla». Il discorso si sposta sul match. «La partita di oggi è lo specchio del nostro campionato», afferma Sebastiani con un filo di amarezza. «Fiorillo, se non sbaglio, ha fatto solo una parata importante, sul colpo di testa di Borriello. Mentre Rafael è stato uno dei migliori in campo del Cagliari: ha salvato due volte su Caprari ed è uscito puntuale su Cerri». Il presidente approfondisce sul futuro: «Ripartiamo dalla B con Zeman. Abbiamo una buona rosa che naturalmente completeremo su indicazione dell’allenatore. Cercheremo calciatori con caratteristiche adatte al suo gioco. Di certo, non partiamo da zero. Il Cagliari? Una buona squadra, ben strutturata con giocatori esperti che fanno gol, come Borriello. Ecco, a noi è mancato proprio uno del genere».
Infine, tocca ad Alberto Cerri che incrocia gli ex compagni della cavalcata dalla A alla B e gli abbracci e si sprecano. «Abbiamo dato il massimo, non era per nulla facile: al Sant'Elia hanno sofferto in tanti. Il Cagliari è passato in vantaggio su rigore, però noi abbiamo avuto più palle gol. Sono in prestito dalla Juve, ma qui a Pescara ho avuto e sto vivendo un'esperienza molto positiva». Cerri saluta Di Gennaro, Ceppitelli e Joao Pedro. Arriva Simone Pepe, anche lui al Cagliari nel 2006/07: 36 gare e 3 reti. «Ho smesso, i fastidi alle ginocchia mi hanno fatto dire basta. In questa stagione ci sono state tante situazioni, adesso bisogna chiudere resettare il tutto e ripartire».
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