Zeman: «Mi aspettavo un mercato diverso»

3 Settembre 2017

Il tecnico del Pescara: «Cercavo altri giocatori, ma sono soddisfatto»

PESCARA. Sete di vendetta. L’ultima volta al Curi se la ricorda bene e vuole cancellare quel triste ricordo. Il Pescara stasera (ore 20,30) a Perugia non intende fermarsi dopo la manita rifilata al Foggia. Quello umbro, è uno stadio che evoca dolci ricordi, con due successi negli ultimi due incontri. Dolci ricordi, certo, ma solo per i biancazzurri. Per Zdenek Zeman, infatti, l’ultima volta al Curi è stato un vero incubo. Era il novembre del 2000, allenava i Napoli e dopo l’1-1 con gli umbri l’allora presidente Corbelli lo licenziò. Dopo 17 anni il boemo torna ad affrontare i perugini nel loro stadio, ma, stavolta, non vuole rimetterci le penne. ««Non siamo al massimo, come nessuna squadra è pronta già alla prima giornata. Sono abbastanza soddisfatto, prima per il risultato ottenuto contro il Foggia domenica scorsa e poi per l'atteggiamento della squadra. Il Perugia non avrà qualche giocatore, ma noi dovremo cercare di fare il nostro gioco». Il Curi prossima tappa del Delfino, ma alla vigilia del match l’allenatore di Praga torna a parlare del mercato. «Me lo aspettavo diverso ma sono soddisfatto. Quando dico diverso voglio dire che cercavo altri giocatori». Contento a metà, anche se Zeman si sarebbe aspettato un difensore veloce, dinamico e con delle caratteristiche ben precise. Bastoni e Vanheusden non sono arrivati, Romagnoli si è accasato da tempo all’Empoli e Camporese non convinceva. «Ne ho 5 in quel ruolo, bastano e avanzano. Forse anche sei con Elizalde. Quello veloce non c’è? C’è invece ed è proprio Elizalde». Sceglie la strada della diplomazia, il boemo, che una settimana fa aveva detto a chiare lettere che voleva un difensore centrale con determinate caratteristiche. Dovrà andare avanti fino a gennaio così e si spera che la retroguardia non vada in affanno. Come si spera che i giocatori al centro delle voci di mercato, come Zampano e Benali, si sappiano scrollare di dosso le scorie legate ai rumors. «Il mercato è sempre chiacchierato», dice il boemo «Zampano e Benali sono rimasti qua, sono a disposizione e sono contenti e, quindi, non c’è nessun problema». E’ arrivato Balzano, suo pupillo. «Con me ha fatto sempre bene. Lo vedo più maturo».
Nel vortice di mercato sono entrati anche i baby Delli Carri e Del Sole, entrambi venduti alla Juventus. «Se li hanno venduti vuol dire che la società aveva bisogno di cederli, sono molto contento per loro». Le porte del mercato sono chiuse, ora testa al campionato. Bisogna cavalcare l’onda dell’entusiasmo dopo il 5-1 al Foggia, anche se, nonostante il successo, qualche problemino è emerso, specie in fase di non possesso, sull’1-0. «Penso che sia un residuo dell’anno scorso, ovvero che la squadra aspettava di prendere gol. Sull’1-0 ci siamo preoccupati e menomale che non è successo nulla. È questione di mentalità», sottolinea Sdengo che vuole una squadra d’attacco e non accartocciata in difesa. «Ci sono squadre che hanno tanti giocatori che hanno fatto bene, mentre noi ne abbiamo pochi che si sono distinti in carriera. Sono arrivati 27 calciatori, c’è molta qualità e bisogna cercare di impostarli per farli giocare insieme». Sulla formazione non si sbilancia. La difesa dovrebbe essere la stessa, con Balzano che insidia Mazzotta. A centrocampo, Brugman e Proietti dal 1’, mentre Palazzi potrebbe soffiare il posto a Coulibaly. Capone è in under 19 e al suo posto, nel tridente, ci sarà Benali. Dubbio Del Sole, che fino a ieri sera non aveva la documentazione completata dopo la cessione alla Juve e il contestuale ritorno in prestito al Pescara. «Se non si risolve il problema del tesseramento potrebbe giocare Baez», fa sapere il boemo che confermerà Pettinari al centro dell’attacco dopo la tripletta di domenica. E il pezzo pregiato Ganz di nuovo in panchina. «Meritano tutti di giocare, ma poi ci sono delle scelte da fare», osserva Zeman. «Ganz ora non gioca, come non giocava Dybala alla Juventus. Prima o poi si ritaglierà lo spazio». Certo, ma sarà dura gestire questo dualismo.
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