Zeman non è sazio: vorrei vedere tanti gol

Il tecnico del Pescara: «In fase offensiva dobbiamo migliorare. Preferisco subire reti e farne una in più degli avversari»
INVIATO A CARPI. A Carpi si aspettavano l’arrivo di Zemanlandia, ma, alla fine, sono rimasti delusi. Ordinato, paziente e spietato. Il Pescara visto al Cabassi è diverso rispetto all’idea di calcio del boemo. L’allenatore dei biancazzurri, però, non disprezza la prestazione e riporta a casa tre punti pesanti, dopo un periodo grigio condito da tanti infortuni. «Il Carpi è una squadra che dà fastidio», dice il 70enne allenatore di Praga. «Abbiamo provato a fare la nostra partita ed è importante avere vinto. Punteggio basso? 0-0 o 0-1 non mi piace, io preferisco prendere gol e magari farne qualcuno in più degli altri», osserva Zeman, nell'affollata e chiassosa sala stampa dell’angusto stadio di Carpi. «Contro il Carpi comunque abbiamo lavorato anche sulla gestione della palla».
Zero gol subiti, ma Sdengo puntualizza che «anche qui abbiamo rischiato di prendere gol», dice mentre indica la rotta della stagione. «Bisogna trovare gli equilibri, dobbiamo essere bravi a leggere le avanzate degli avversari». Il tecnico avrà tempo per lavorarci su una squadra che ieri non brillato, specie nel primo tempo come era accaduto con la Cremonese. «Nella prima mezz’ora, meglio con il Carpi che non a Cremona. Preferisco sempre prendere gol», dice sorridendo, «ma farne uno in più degli avversari. Tutto questo per dire che in fase offensiva dobbiamo fare meglio».
Il boemo vuole far diventare il suo Pescara una macchina da gol, ma, al momento, la realtà è ben diversa. «Sinceramente abbiamo fatto poco rispetto a quello che vorrei io, ma è importante vincere e fare punti». Manca un po’ di incisività in zona gol. «Del Sole deve imparare a vedere meno la palla e tenerla da solo», dice prima di analizzare la gara degli esordienti. «Kanoutè? Mi piace, ma si complica la vita in certe situazioni. Ha buoni piedi, tuttavia ogni tanto esagera facendo cose difficili», osserva parlando poi dell’armonia tattica. «Bisogna sempre trovare i giusti equilibri, perché quando i miei attaccanti sono nell’area di rigore degli avversari, i miei difensori non possono stare nella nostra area. Pettinari? Ha disputato una gara di grande sacrificio».
E sull’analisi dei gol subiti è chiaro: «Fino ad oggi li abbiamo presi a difesa schierata. Preferisco subirli con la difesa alta a centrocampo». Qualcosa, Zeman, vuole puntualizzare ma non mette in discussione il risultato. «La vittoria contro il Carpi ci fa bene per la classifica, ma dobbiamo ancora abituarci a giocare in serie B». E con Bovo e Coda il Delfino è impenetrabile. «Per me è solo un caso che non abbiamo subìto gol con loro due in campo, però, forse, influenzano in maniera positiva i compagni di reparto e forse sono più attenti. Secondo me, comunque, oggi (ieri, ndr) c'era più voglia di vincere la partita».
In tribuna c’era il presidente Daniele Sebastiani seduto a due passi da Alessandro Bruno, ex centrocampista biancazzurro, ora a Livorno. In sala stampa, però, si è affacciato il ds Luca Leone che ha elogiato il gruppo. «Questa vittoria è un premio al lavoro dei ragazzi e al grande spirito di sacrificio che hanno mostrato», dice il ds, che insieme a Peppino Pavone, l’altro direttore sportivo biancazzurro, ha costruito questo Delfino che dovrà nuotare nelle zone nobili della classifica. «Se riusciremo a giocare aiutandoci con lo spirito di squadra, potremo toglierci tante soddisfazioni. Dopo questa gara parlare dei singoli non è giusto. É la squadra che vince», dice riferendosi alla sontuosa prestazione dei difensori Bovo e Coda.
Di umore totalmente diverso il tecnico del Carpi Antonio Calabro. «Il mio unico rimpianto è quello di non aver avuto una giusta reazione dopo il gol subito. Abbiamo giocato uno dei primi tempi migliori del campionato».
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