Zeman non molla: «Pronto a tornare»

Il boemo a Spoltore per una tavola rotonda sul suo mondo: «I medici mi hanno rimesso a nuovo, vorrei allenare ancora»
PESCARA . Tanti applausi per salutare Zdenek Zeman, un uomo che ha fatto innamorare Pescara e non solo. Ieri il boemo è stato a Spoltore per l’evento “4-3-3, il gioco di Zeman” e la sala consiliare del Comune era gremita. Non solo appassionati di calcio, ma anche tanti bambini e famiglie. Per l’ex tecnico del Pescara ieri è stata la prima uscita in pubblico dopo il problema di salute e il conseguente intervento chirurgico. Le prime parole del boemo sono un messaggio di ringraziamento al dottor Stefano Guarracini e a tutta l’equipe della Clinica Pierangeli. «Come sto? I medici mi hanno rifatto nuovo, me lo hanno assicurato. E mi hanno detto che presto starò meglio di prima e che potrò tornare a fare quello che mi piace e che amo. Ho ricevuto messaggi e sostegno, mi fa davvero piacere che mi seguono ancora in tanti».
Zeman e il futuro. Zdenek Zeman in cuor suo spera di tornare a fare quello che ha sempre desiderato: allenare. In volto è di nuovo sorridente, dall’espressione si capisce che il periodo brutto è alle spalle. «Io spero di poter allenare ancora, sempre se dovesse esserci qualche squadra che pensa ancora a me. Se sogno di tornare sulla panchina del Pescara? Io penso che tornerò solo se ritengo di poter essere utile e di poter dare qualcosa. E soprattutto se il Pescara penserà a me».
L’amore per Pescara. «Io resterò ancora per qualche giorno qui, sono molto legato alla città e alla squadra. Io credo che questo Pescara abbia tanti giovani bravi che presto potranno diventare grandi giocatori. Certo, ora il momento è difficile». Zeman non si tira dietro quando c’è da parlare dell’attuale momento della squadra. Sorride, ma non se la prende con Bucaro che ha cambiato il suo tradizionale 4-3-3. «Io penso che il mister abbia fatto bene a passare alla difesa a tre. C’era da cambiare qualcosa visto il momento anche se avevano già cambiato me (sorride, ndc). Però una cosa è indiscutibile. Contro la Carrarese il Pescara ha fatto meglio nel finale quando è tornata con il 4-3-3…. (altro sorriso, ndc)».
Applausi per il boemo. Quando prendono la parola alcuni tifosi del boemo in platea, Zeman quasi si commuove perché arriva sempre un messaggio di amore chiaro e forte. «Io non tifo per nessuna squadra, io tifo per lei, mister». Zeman ringrazia, lo fa con un filo di voce per nascondere l’emozione. Si parla dei gradoni, Zeman prova a sminuire. «Guardate che non sono così duri come credete». Tutta la sala sorride, ma qualcuno non è d’accordo. In sala spuntano i calciatori biancazzurri Davide Merola, Federico Accornero, Matteo Dagasso e Antonino De Marco. Dallo sguardo che hanno fatto si capisce che i gradoni non solo sono duri, ma restano un piccolo incubo. La loro presenza significa anche una cosa importante: per loro il mister è come un padre ed era impossibile non venirlo a salutare.
Zeman e la tifoseria. Il boemo parla anche dell’attuale situazione ambientale. «Mi dispiace molto che vadano in pochi allo stadio. Io quest’anno sono rimasto qui anche per i 22.000 della partita contro il Foggia della passata stagione». Oltre ai suoi giocatori, a Spoltore c’era anche l’attuale allenatore Giovanni Bucaro. E la società? «Sebastiani e Delli Carri ultimamente non li ho sentiti. Li incontrerò presto». Finisce l’incontro ma iniziano le fatiche per Zeman. Tanti libri da autografare, tanti bambini da salutare, i suoi giocatori da abbracciare. Quello con Davide Merola ha un significato particolare. «Sono contento, ora vede la porta». Zeman saluta, sale sulla macchina di Bucaro e torna a Pescara. Avranno parlato di formazione? No, ormai il Pescara tatticamente la pensa diversamente, ma l’amicizia vera c’è sempre. «Anche se con il 4-3-3 la squadra ha fatto meglio…». Ma questo forse Zeman lo avrà ridetto sorridendo a Bucaro.
Enrico Giancarli
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