Zeman: «Pescara, usa la testa con la Samp voglio una reazione»

4 Marzo 2017

Il boemo vuole riscattarsi dopo il ko col Chievo: «Il nostro è un problema mentale. Gradoni? Erano saltelli» Al Ferraris le 1000 panchine da professionista: «Non le ho contate, la gara che viene è sempre la prima»

PESCARA. Il veleno nella coda. Oggi pomeriggio (ore 18) il Pescara affronta la Sampdoria in trasferta e ieri, prima di partire per Genova, nel finale di conferenza stampa Zdenek Zeman ha risposto ad Alessandro Moggi (figlio del suo acerrimo nemico Luciano, ex direttore generale della Juventus) che sulle colonne della Gazzetta dello Sport ha parlato dei rapporti resi con il boemo. «Fa il moralista, ma i fatti dicono che non può farlo: come quando venne a Napoli», queste le parole di Moggi, agente Fifa «aggiungo che non è coerente. Basta rileggere le frasi dure su Sebastiani quando gli preferì Oddo l’anno scorso. Ora è tornato a Pescara come se nulla fosse».

Lapidaria la replica del boemo. «Penso che la famiglia Moggi non possa darmi insegnamenti». Prima del nuovo botta e risposta con Moggi, Zeman aveva fatto chiarezza sulla prestazione scialba offerta dai biancazzurri a Verona con il Chievo. Secondo il tecnico del Delfino il lavoro atletico svolto nei giorni precedenti al match del Bentegodi non ha condizionato la prestazione dei biancazzurri.

«Ma quali gradoni? Quelli erano saltelli... Quando si perde si deve cercare qualche scusa», spiega il tecnico del Pescara, «il nostro problema è mentale. Contro il Chievo non siamo stati brillanti, in particolare nella fase offensiva dovevamo fare qualcosa in più. In ogni caso non abbiamo mai pensato di vincere tutte le partite, però con la Samp bisogna fare meglio rispetto a domenica scorsa».

Nello stadio dove cinque anni fa conquistò la promozione in A, Zdenek Zeman colleziona la panchina numero 1000 tra i professionisti. «Non le ho contate, ma vi credo. Comunque la gara che viene per me è sempre la prima. Torniamo a Genova in condizioni diverse rispetto al 2012. Quel giorno ci giocavamo il salto di categoria, mentre ora siamo ultimi e vogliamo tirarci fuori da una situazione difficile». Dopo le parole al Centro («auguri mister. Con affetto, stima e riconoscenza. Sei sempre nel mio cuore») ieri il capitano della Roma Francesco Totti ha postato un tweet per il boemo facendogli i complimenti per il traguardo.

Zeman spera di rialzarsi contro la Samp, un avversario che non ha obiettivi da inseguire. «È una squadra difficile da inquadrare. Non è riuscita ad esprimersi sempre con la stessa intensità, però ha ottenuto risultati importanti, ad esempio battendo la Roma e l’Atalanta. È guidata da un bravo allenatore (il giuliese Marco Giampaolo, ndr) che riesce sempre a dare una precisa identità alle sue squadre. Quest’anno ha il problema Muriel. Il colombiano è fortissimo, ma non è facile dargli una precisa collocazione tattica. È una scheggia impazzita, però è in grado di fare male a chiunque».

A differenza della scorsa settimana, il tecnico non dà alcuna indicazione sull’undici che andrà in campo. Se con il Chievo aveva schierato la stessa formazione che aveva travolto il Genoa, in questo caso la pretattica lascia presagire che potrebbero esserci variazioni. «Non vi posso anticipare nulla, dico solo che tutti hanno lavorato bene. Mi auguro che questa settimana sia servita per capire meglio cosa bisogna fare». Infine, un giudizio su Mamadou Coulibaly, 18enne senegalese tesserato due giorni fa, che però non è stato convocato. «È un ragazzo interessante, ma l’ho visto poco».

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