Zeman punge i suoi: «Ci siamo disuniti»

Il boemo amaro per il pareggio raggiunto al 91’ dai granata: «Dopo il mancato terzo gol abbiamo giochicchiato»
SALERNO. Impassibile all’ingresso al momento degli applausi, timidi e quasi tutti provenienti dalla tribuna, ed impassibile anche all’uscita quando si è portato con sé via dall’Arechi l’ennesima rimonta subita.
La seconda consecutiva di questo inizio non proprio semplicissimo di stagione. Che fa ovviamente male, tanto male. È trascorso via così dunque il sabato pomeriggio di Zdenek Zeman. Un ritorno amaro per il boemo nel suo vecchio stadio. Uno dei tanti a dir la verità.
Ma poco importa. Perché quello che conta in questo momento sono gli ennesimi punti persi in malo modo dal suo Pescara. Serviva un segnale dopo la clamorosa partita con il Frosinone della settimana scorsa ed il segnale non è arrivato.
Di sicuro non quello che si attendevano il tecnico ed il Pescara.
L’epilogo, infatti, è ancora una volta lo stesso. Neppure contro la Salernitana è bastato il netto vantaggio, due e non tre gol in questa circostanza, per evitare le classiche sofferenze di fine partita: «Se stiamo qui a parlare di un pareggio è solo per colpe nostre, ad un certo punto ci siamo fermati nella produzione del gioco e ci siamo in parole povere disuniti», questo il pensiero iniziale di Zeman.
«Dopo non aver sfruttato l’occasione del 3-0 le cose sono cambiate, da quel momento infatti abbiamo iniziato solo a giochicchiare. In precedenza, invece, le cose erano andate nel verso giusto, avevamo fatto tutto abbastanza bene ed il risultato lo stava confermando».
Ma quello che conta, come sempre, è soltanto il risultato del triplice fischio finale, e così per il Pescara c’è da fare i conti con il secondo pari consecutivo: «Di fatto siamo una squadra sì di talento ma pur sempre giovane, per cui molti devono ancora imparare a giocare in un campionato come quello di serie B», dice il boemo. «I miglioramenti, comunque, ci sono stati e credo siano stati anche evidenti. Abbiamo, infatti, cercato di giocare palla a terra, poi siamo calati e le occasioni non sfruttate come quella di Del Sole sul finire del primo tempo hanno condizionato il resto della gara. In ogni caso mi auguro che questa nuova rimonta subita ci faccia crescere come gruppo e ci facciamo capire dove bisogna migliorare, personalmente non sono mai disfattista e quindi confido nell’utilità di un risultato del genere».
Un risultato, il 2-2, che ha fatto scorrere i titoli di coda su di un pomeriggio che per Zeman era iniziato con gli applausi del suo vecchio pubblico: «Sinceramente non me li aspettavo conoscendo un pochino Salerno, ma sono rimasto contento anche e soprattutto perché non credo di aver lasciato dei grandi ricordi in questa piazza dal punto di vista prettamente dei risultati. Di sicuro, però, sono sempre stato molto bene in granata».
Una piazza che oggi resta di Alberto Bollini. Il pareggio conquistato quasi allo scadere contro la squadra biancazzurra è stato decisivo per riuscire ad aggrapparsi ad un salvagente che sembrava davvero lontanissimo fino al minuto settantacinque: «Non è mai facile giocare contro il Pescara, perché produce sempre un calcio di grande velocità sulle corsie laterali. Ecco spiegato la scelta di Pucino e Vitale sulla stessa fascia, ma di fatto tutto ha funzionato alla perfezione solo nei primi quindici minuti», il racconto del tecnico della Salernitana.
«Ma nella ripresa siamo stati bravi a reagire, ci abbiamo creduto e con carattere siamo riusciti a rimettere in piedi la partita. C’è solo rammarico per il rigore non concesso proprio alla fine della partita che avrebbe potuto cambiare davvero tutto lo scenario».
(r.s.)

