Zeman punzecchia i bianconeri: «Con CR7 niente salto di qualità»

PESCARA. Zeman è sempre lo stesso. A 72 anni non è ancora stanco di allenare. La passione per il calcio, la voglia e la testa non cambiano mai. Il boemo sta aspettando soltanto una chiamata giusta,...
PESCARA. Zeman è sempre lo stesso. A 72 anni non è ancora stanco di allenare. La passione per il calcio, la voglia e la testa non cambiano mai. Il boemo sta aspettando soltanto una chiamata giusta, nel frattempo si diletta con l’altra sua grande passione, il golf. Non è facile stare a guardare per uno come lui, soprattutto quando non vede un grande calcio in Italia. «Sono otto anni che la serie A finisce prima di cominciare», dice Zeman alla Gazzetta dello Sport. «La stagione? Brutta, perché in 50 anni sono stato fermo poche volte. Tra le cose positive c’è la Nazionale che sta cambiando mentalità». Zeman salva solo l’Atalanta. «Gioca il calcio più europeo di tutte. Mi aspettavo di più dal Napoli di Ancelotti, ma aprire un nuovo ciclo non è facile. L’Inter si ritrova a lottare fino all’ultimo come l’anno scorso. Ha costruito poco. Mi aspettavo un calcio migliore». Zeman non perde occasione per punzecchiare i bianconeri. «Il salto di qualità della Juve non c’è stato. Ronaldo ha fatto un po’ peggio di Quagliarella. Senza CR7 la Juve aveva raggiunto due finali di Champions». L’ex allenatore del Pescara dei sogni si sofferma anche sullo strapotere del calcio inglese. «Le inglesi hanno mentalità offensiva, giocano per fare un gol in più. E il loro campionato è più bello e divertente. Qui è l’opposto. Si gioca per non prenderle». Un accenno anche sulla stagione della Roma e sul caso De Rossi. «Troppe cose non hanno funzionato. A partire dalla campagna acquisti, non mirata. Mi è dispiaciuto per Di Francesco, ottimo ragazzo e tecnico. Se prendi uno come lui poi devi seguire le sue indicazioni. Ma oggi i tecnici contano poco». E su De Rossi aggiunge. «Capisco la delusione dei tifosi», dice Zeman, «ma cerco di capire anche il club. Un giocatore che ha dato 18 anni alla Roma meriterebbe di decidere lui quando smettere. Ma il calcio di oggi non lo permette. Mi spiace che De Rossi abbia fatto con me la peggior stagione della sua carriera: non so ancora se per colpa mia o sua». Dal calcio alla vita privata: Zeman fissa le sue priorità. «La propria salute e quella di chi hai vicino. E di conseguenza mi spaventa la malattia. Ho vissuto in questi ultimi anni il dramma di mio figlio Andrea che ha affrontato con coraggio una grave malattia. In quel momento in cui hai paura che il corso della natura si stia rovesciando, nulla ha più un senso. Ogni certezza si sgretola. È stato uno shock di cui parlo solo ora perché si è risolto abbastanza bene. Ma solo chi ha vissuto qualcosa di simile può capire sensazioni, il vuoto, il male dentro che niente può attenuare finché le cose non tornano al loro posto». E sul futuro: «Aspetto la chiamata giusta. Le tre quattro ricevute quest’anno non lo erano».

