Zeman riparte da Lugano, mercoledì la firma

15 Giugno 2015

Sfumato il ritorno in riva all’Adriatico, il boemo ha chiuso l’accordo con il club del pescarese Renzetti

PESCARA. Dieci dimissioni, otto esoneri ma anche tre promozioni e, soprattutto, un calcio champagne che ha fatto innamorare di sé. La storia calcistica di Zdenek Zeman si arricchisce di una nuova puntata, stavolta in terra elvetica. L'ennesima, per quello che è diventato ormai un personaggio simbolo del calcio, non solo italiano. Con la fine della telenovela legata al ritorno a Pescara, Zeman ha deciso di ricominciare dal Lugano, appena promosso nella Super League svizzera. È bastata una stretta di mano, ieri, a Roma tra il tecnico boemo e il presidente del club Angelo Renzetti (pescarese doc) per darsi appuntamento a mercoledì, quando Zeman e il suo staff giungeranno a Lugano per cercare di scrivere un'altra pagina della storia calcistica di un personaggio imprevedibile e mai scontato.

Il patron del club è riuscito a coronare quello che nei giorni scorsi aveva già definito un sogno: «Sono felicissimo, è stato un incontro molto costruttivo. Per il Lugano è un grande exploit», ha raccontato Renzetti, che nei giorni scorsi aveva rivelato a il Centro, che il Pescara stava trattando Zeman e lui era in trepida d’attesa perché voleva portare il boemo in Svizzera. «Ora dobbiamo vincere la battaglia sul campo, mantenendo il posto in Super League», ha rimarcato Renzetti. Zeman è reduce dalla travagliata stagione al Cagliari che avrebbe dovuto sancire la sua rivincita dopo l'amaro epilogo due anni fa alla Roma, la squadra forse più amata dal tecnico boemo, ma le cose non sono andate come dovevano. Adesso riparte dalla Svizzera dove i tifosi del Lugano sperano che Zeman possa rinverdire i miracoli di Foggia e Pescara.

L'uomo dal carattere introverso, taciturno, sempre avvolto nel fumo delle sue sigarette, pensieroso, è un emblema del calcio, una specie di filosofo, con un'etica che non sempre è andata d'accordo con tante delle regole non scritte che reggono il sistema del calcio. Si ricordano le sue polemiche sull'abuso di farmaci, le critiche alla Juve, i taglienti giudizi su calciopoli e Moggi. Con le sue prese di posizione ha sempre diviso il pubblico fra ammiratori e detrattori, amici e nemici. Fautore di un calcio tutto attacco e brillantezza, Zeman è l'inventore del 4-3-3, capace di dare grandi soddisfazioni in attacco, ma anche parecchie grane in difesa. Al Cagliari le cose non sono andate per il verso giusto, ma anche in passato il tecnico boemo aveva vissuto periodi bui, come a Foggia nell'86 (primo esonero in carriera), ma quattro anni dopo quella delusione si rifece con gli interessi portando il club in A in una storica promozione. L’ultimo successo in carriera, nel 2012, con il Delfino . Una promozione che fece riversare nelle vie di Pescara oltre 100mila tifosi festanti.

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