Zeman scarica Pigliacelli: serve rispetto

Il boemo manda il portiere in tribuna: «Non ci si comporta così con il gruppo. Il futuro? Ora dipende solo da lui»
EMPOLI. Non perdeva al Castellani di Empoli da 16 anni. Una notte amara per Zdenek Zeman e per il suo Pescara che interrompe la lunga striscia positiva. Ma il protagonista della serata diventa giocoforza il portiere Mirko Pigliacelli che avrebbe rifiutato la terza panchina consecutiva dopo la scelta del tecnico boemo di preferire Vincenzo Fiorillo, già titolare a Parma e contro l’Avellino.
Il portiere quindi sarebbe stato allontanato per motivi disciplinari. La disciplina prima di tutto per Zeman che ha rischiato grosso senza portieri di riserva in panchina. Se Fiorillo si fosse fatto male o espulso sarebbe stato schierato un calciatore di movimento. E’ lo stesso tecnico a fare chiarezza dopo la partita: «È stata una decisione disciplinare, Pigliacelli non ha rispettato la squadra», ha commentato Zeman. «Ha rifiutato la panchina? Ha rifiutato in generale di far parte della squadra se non para. Il futuro dipende solo da lui e dal suo atteggiamento». L’entourage del portiere, però, ha smentito il rifiuto di andare in panchina.
Nota positiva il primo gol in campionato di Coulibaly e la reazione, anche se tardiva, nel secondo tempo. «E' vero, ci siamo svegliati troppo tardi, ma non ho visto ritmo che vorrei per sviluppare le nostre giocate. Eravamo troppo lenti. L'Empoli è una delle squadre più forti del campionato. Dovevamo giocare meglio e fare qualcosa in più. Non siamo il tipo di squadra che può controllare una partita. Il nostro però non è un problema fisico, perché abbiamo cercato di costruire e nel secondo tempo abbiamo spinto di più, ma non era facile. L'Empoli è la squadra più forte tra quelle che abbiamo incontrato fino ad oggi».
Parole di elogio per l’avversario, ma è evidente che dai suoi si aspettava decisamente di più. Il capo d’accusa è chiaro: serve un ritmo più alto. «Abbiamo giocato sotto ritmo» ripete Zeman, «dovevamo fare qualcosa in più e andare oltre la buona volontà. Abbiamo fatto tutto troppo lentamente, evitando di limitarci a controllare la gara perché come squadra non abbiamo queste caratteristiche».
Sul fronte opposto, Vincenzo Vivarini è felice. Per lui era la partita del cuore. Il grande ex del Pescara dove ha iniziato da calciatore e poi da allenatore. «Un risultato che ci dà grande prestigio e dobbiamo essere contenti. Il doppio trequartista per bloccare il gioco di Zeman? L’avevamo studiata così e nel primo tempo per cinque minuti li avevo cambiati come al solito. Contro il Pescara dovevamo avere per forza questo atteggiamento. C’è stato un lavoro molto accorto della linea difensiva e per questo mi è dispiaciuto per il gol subito, che forse non ci meritavamo», dice il tecnico di Ari. Tante occasioni fallite nella ripresa per chiudere prima la gara. «Dobbiamo acquisire più cinici, rischiamo di compromettere delle partite in questo modo. Anche a Venezia avevamo fatto 90 minuti in attacco. Spero di arrivare nel periodo caldo del campionato ancora più forti di adesso».
Poi una pagina amarcord. «Il Pescara lo porterò sempre nel cuore perché è la squadra della mia città, ma l’importante era vincere».
Poi una nota su Caputo che ha raggiunto 10 gol e celebrato il centesimo gol in carriera. «Ci vogliono i grandi giocatori per fare queste vittorie. Caputo è un grande attaccante che si conferma ogni anno e forse questo sta andando anche oltre. Si trova a suo agio nel nostro modo di giocare e speriamo che possa fare ancora meglio L’Empoli è una società all’avanguardia nel calcio. Abbiamo fatto esordire un classe ’99 come Jakupovic che farà strada nel mondo del calcio».
Nicola Nucci

