Zidane ci ripensa e si riprende il Real: non potevo dire no

12 Marzo 2019

Nel maggio scorso l’abbandono del francese richiamato dal presidente Perez dopo i flop in Liga e Champions 

MADRID. Zinedine Zidane torna ad allenare il Real. A Madrid, sponda merengues, scatta a sorpresa l'ora del ribaltone dopo una stagione disastrosa culminata con l'eliminazione in Champions League per mano dei giovani scatenati dell'Ajax. A decidere di cacciare via Santiago Solari (dovrebbe restare nei quadri societari), colpevole di non essere riuscito a raddrizzare le sorti della squadra nel primo anno senza Cristiano Ronaldo, è stato il presidentissimo Florentino Perez che ha richiamato Zizou, tecnico dei blancos fino alla scorsa stagione. Che quello del Real Madrid sarebbe stato un anno in salita con l'addio a CR7 lo si era capito quasi subito quando già ad ottobre arrivò il benservito a Julen Lopetegui al termine di una serie di brutte prestazioni nella Liga.
Zidane torna così ad essere l'allenatore del Real Madrid firmando un contratto fino al 30 giugno del 2022. «È un giorno speciale per tutti, sono molto felice di tornare a casa e sono felice di ricominciare a lavorare», ha detto Zidane ieri sera nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Real Madrid, «l'unica cosa a cui penso è di cominciare a lavorare domani (oggi, ndc). Ho buone sensazioni, sono felice di essere tornato e di poter lavorare in questo club. Il Real aveva bisogno di cambiare e mi ha chiamato, il presidente mi ha chiamato e ho accettato. Avevo voglia di tornare ad allenare, farò di tutto per migliorare la squadra».
Interpellato su un possibile ritorno di Cristiano Ronaldo a Madrid, Zidane ha risposto così: «Non è il momento di parlare di un ritorno di Ronaldo. Ora ci sono 11 partite e a quelle penseremo. Il prossimo anno, vedremo. Sapete cosa ha fatto qui Cristiano, è entrato nella storia di questo club e questo non lo cambierà nessuno. Però non è il momento di parlare di queste cose. Non sto pensando agli acquisti», aggiunge Zidane, «ma solo alle prossime partite».
Un ritorno a sorpresa quello di Zidane (finora si era parlato soprattutto di Mourinho o Conte) che non cancella quanto accaduto nella Liga alle merengues coinvolte nell'ultima giornata in un vero e proprio caso Var. Ai tifosi spagnoli, prima ancora che ai media, non è sfuggita la strana situazione di domenica sera durante la partita a Valladolid: le merengues ne sono uscite con una vittoria per 4-1, ma prima di sbloccare la partita i padroni di casa si sono visti annullare un gol per un fuorigioco molto dubbio. A quel punto l'arbitro si è fermato prima di prendere la decisione definitiva, aspettando dall'auricolare l'aiuto della Var. Ma quando è andata in onda l'immagine della sala dove l'assistente video rivisitava le immagini, la sorpresa: vuota, non c'era nessuno. Immediato il tam tam sui social, con dubbi, accuse, sospetti, ironia. E a poco è valso che dopo pochi secondi l'immagine sia stata sostituita da quella di una sala Var con tutti gli attori al loro posto. «Un errore tecnico, era stata mandata l'immagine di un altro stadio», prova a spiegare Marca.
Ma i dubbi e le polemiche rimangono.
Angelo Caradonna