Zorzi, addio al gigante buono diviso tra palla a spicchi e toga

SILVI. Giornata di lutto per il mondo del basket e per l’avvocatura teramana. È morto ieri dopo una lunga malattia Enrico, detto “Chicco”, Zorzi, 54 anni, varesino giocatore di basket che in Abruzzo...
SILVI. Giornata di lutto per il mondo del basket e per l’avvocatura teramana. È morto ieri dopo una lunga malattia Enrico, detto “Chicco”, Zorzi, 54 anni, varesino giocatore di basket che in Abruzzo si era affermato legando il suo nome a quello del Campli, squadra per la quale ha giocato da capitano con la canotta numero 4 in quella che fu la prima epopea in serie B: un posto al quale era sempre rimasto legato. Lo ricorda così Gianni Chiapparo, uomo di basket varesino che fu suo allenatore fin dai tempi delle giovanili alla Robur et Fides, un’amicizia durata nel tempo: «Va via un ragazzo splendido, che faceva parte di un gruppo fantastico: Chicco era un’ala-pivot, uno dei leader di quella squadra, talmente bravo che quando dopo aver giocato per me in serie B andò al Chieti, cosa di cui un po’ mi dispiacevo. Fu lui a rincuorarmi dicendomi che era giusto così. Difatti si trovò talmente bene da metter su famiglia. Solo un mese fa era morto il padre: era una persona vera come ce ne sono poche, uno che amava la pallacanestro». Zorzi, che viveva a Silvi Marina insieme alla moglie ed alle due figlie, a fine carriera fece valere la sua laurea diventando un avvocato quotato in ambito sportivo, bravo a ritagliarsi un ruolo di primo piano: finì addirittura sulle prime pagine dei giornali quando fece assolvere l’americano Omar Thomas per il caso del passaporto sloveno. Poi, liquidatore del Teramo Basket. Con la sua dipartita se ne va un uomo a volte burbero, forse severo, sicuramente ironico e mai spiacevole, un uomo che con quel suo accento lombardo-teramano alla fine sapeva risultar sempre simpatico soprattutto quando poi si apriva a ragionare delle sue visioni sulla vita. I funerali si terranno domani alle ore 16,30 nella chiesa Cuore Immacolato di Maria di Silvi Marina. (m.r.)
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