È un’Inter senza identità De Boer subito nei guai

Fiasco con il Chievo, Icardi in attacco totalmente isolato e senza palle giocabili Intanto Mancini (in vacanza in Sicilia) non ha nemmeno visto la partita
MILANO. Roberto Mancini, abbronzato e sereno, riassume le sue vacanze in Sicilia in tre parole: spiagge, cultura e cibo. Wanda Nara dismette (momentaneamente) i panni della donna d'affari e si dedica alle cronache familiari (su twitter), Icardi in novanta minuti non tocca un pallone, De Boer è alle prese con il suo fiasco d'esordio. La fotografia dell'Inter è piuttosto impietosa. Il campo, con il suo verdetto, offre la sintesi perfetta di quanto accaduto negli ultimi mesi perché alla fine nel calcio i conti tornano. È solo la prima partita di campionato ma il ko del Bentegodi ha qualcosa di inquietante. L'addio notturno di Mancini - che ha preso la porta senza un vero perché - è stato un terremoto seguito al precedente tsunami societario.
Thohir che lascia ai cinesi del Suning un mercato fatto di molti annunci e pochi fatti, la comparsa sul proscenio di potenti intermediari come Kia Joorabchian, sono motivi più che sufficienti a generare il caos. Zanetti - a sorpresa - chiude alla possibilità di nuovi colpi di mercato. De Boer è frastornato e confuso. Le sue scelte tattiche smentiscono quel calcio champagne di cui voleva essere il profeta. Mentre Bacca mette a segno la sua prima tripletta italiana, Icardi in campo è un fantasma dopo mesi di reiterate e martellanti richieste economiche di cui la moglie si è fatta portavoce. Un’estate virtuale vissuta dai coniugi Icardi nell'ostentazione di un lusso sfrenato che ha indisposto i tifosi e irritato lo spogliatoio. La sensazione è di una squadra demotivata e allo sbando priva di un leader e forse di un vero capitano.
L'allenatore olandese promette miglioramenti ma - tra le righe - dà qualche responsabilità a Mancini, colpevole secondo lui di non aver svolto una preparazione adeguata. Mossa non elegante. Il suo predecessore si gode la vacanza siciliana e la partita della sua ex squadra neanche la guarda. Thohir, vero artefice della risoluzione del contratto di Mancini, tace e aspetta. Dopo il passo falso di De Boer, c'è poco da commentare. Restano le dichiarazioni roboanti, le promesse mancate, l'entusiasmo fuori misura per un tecnico che ha bisogno di tempo e serenità per imparare a confrontarsi con il calcio italiano. La squadra non è stata potenziata abbastanza, il tasso tecnico resta più o meno quello dell’anno scorso, il gruppo non è competitivo per lo scudetto e la sfida alla Juventus per ora appare un azzardo. Non è un'Inter di stelle ma c'è anche un problema di gestione. Thohir e Bolingbroke sono la longa manus dei cinesi ma non è chiaro con quali poteri e fino a quando. La Cina non è mai stata così lontana.

