«È l’Appennino che si sposta»

Doglioni spiega il perchè delle 82mila scosse dall’agosto 2016
TERAMO. Il mar Adriatico si sta ripiegando sotto la Penisola e parallelamente l’Appennino si sposta di 4 millimetri all’anno: tutto questo causa eventi sismici.
Carlo Doglioni, presidente dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha spiegato alla platea i meccanismi che generano le famigerate scosse, 82mila dall’agosto 2016.
«Ci sono parametri che, se conosciuti», ha affermato il geologo, «un domani ci aiuteranno a prevedere i terremoti. L’Italia e la Grecia sono i Paese a maggior n rischio sismico in Europa: ci si dovrebbe dotare di una struttura superiore che studi il fenomeno». Per rimanere in Italia, dalla cartina proiettata durante il convegno, emerge che la Calabria è la zona più sismica, ma anche tutto l’Appennino è in una poco tranquillizzante zona violetta. D’altronde «la sismicità continua, propagandosi verso Nord con gli episodi di Visso e verso sud con quelli di Campotosto», sottolinea Doglioni, il quale propone che nelle scuole venga osservato un giorno per non dimenticare i terremoti.

