«È l’epilogo di una gestione scellerata»

13 Dicembre 2017

«Epilogo inevitabile di una gestione scellerata e superficiale». Gianguido D'Alberto, ex capogruppo in Comune di "Insieme possiamo", etichetta così la chiusura della piscina. L'ex rappresentante dell'...

«Epilogo inevitabile di una gestione scellerata e superficiale». Gianguido D'Alberto, ex capogruppo in Comune di "Insieme possiamo", etichetta così la chiusura della piscina. L'ex rappresentante dell'opposizione ricorda che il problema della gestione della struttura dell'Acquaviva e degli altri impianti sportivi comunali è stato più volte posto sia durante le sedute consiliari che in commissione di vigilanza dell'ente, ma senza alcun riscontro positivo da parte dell'amministrazione. L'opacità, se non addirittura l'illegittimità delle procedure adottate in particolare per l'affidamento della piscina, secondo D’Alberto risale al 2007. «In dieci anni è emersa solo l'incapacità di accertare a chi spettasse il pagamento delle utenze», spiega, «e quale rapporto ci fosse con le spese per le opere di manutenzione». D'Alberto ricostruisce un meccanismo complesso in base al quale il Comune di fatto ha applicato una sorta di compensazione facendosi carico del pagamento delle bollette che spettava al gestore, non versando a quest'ultimo il contributo dovuto per gli interventi manutentivi. Il mancato introito più i costi sostenuti per i lavori all'interno della struttura sarebbe stato bilanciato dall'esborso per i consumi di acqua, luce e gas. «Una verifica sui lavori effettivamente realizzati, però, non è mai stata fatta», osserva l'ex consigliere, «l'impianto si è progressivamente degradato e di conseguenza sono i consumi sono aumentati sempre di più"» Al di là della necessità di garantire il funzionamento della struttura per atleti e appassionati di nuoto, D'Alberto chiede al commissario Luigi Pizzi di adottare soluzioni non emergenziali. (g.d.m.)