È morto Giacomini storico direttore del museo di Castelli

Aveva 86 anni, era il cultore della tradizione ceramica sulla quale ha scritto libri e allestito mostre. Oggi i funerali
CASTELLI. Per Castelli e le sue ceramiche provava un autentico amore, tanto da aver dedicato la sua vita a studiarne e raccontarne storia, arte e tradizione. Un legame mai reciso con la sua terra di origine nella quale era tornato a vivere più di vent’anni fa e alla quale aveva dedicato il suo tempo, il suo sapere e i suoi studi. E nella sua Colledoro di Castelli, tra la sua gente, si è congedato dalla vita terrena all’improvviso, lasciando tutti sgomenti e addolorati. Se n’è andato a 86 anni Giovanni Giacomini, in punta di piedi come era solito entrare nella vita delle persone nelle quali, con garbo e gentilezza, lasciava un ricordo della sua grande cultura. Estimatore, cultore, studioso, scrittore, ambasciatore della ceramica castellana, Giacomini è stato presidente e direttore per vent’anni del Museo delle ceramiche locale, delegato all’Aicc (Associazione italiana città delle ceramica), curatore del semestrale del Museo e anche candidato sindaco e consigliere comunale negli anni Novanta. Un professionista serio nel suo lavoro di alto dirigente della Regione Lazio, che aveva svolto prima della pensione.
Giovanni aveva vissuto parte della sua vita a Roma e aveva ereditato la passione per la maiolica dal padre, un maestro ceramista che dal borgo ai piedi del Monte Camicia si era fatto strada nella capitale. Con lui aveva mosso i primi passi nella ricerca della storia della ceramica che poi lo ha accompagnato fino all’ultimo dei suoi giorni. Stava scrivendo il libro sulle botteghe di artigianato dal ‘500 a oggi e sono molte le pubblicazioni a sua firma come “I ceramisti di Castelli. Con gli alberi genealogici delle famiglie castellane dal 1500”, “Il presepe di Castelli: poesia in ceramica”, “Castelli: natura, arte e storia”. Aveva curato mostre e sotto la sua direzione il museo è cresciuto nelle raccolte e nella popolarità.
«Giovanni aveva competenza e intelligenza», racconta Domenico Verdone, editore e amico, «era l’intellettuale della ceramica castellana per eccellenza e con lui un pezzo di Castelli è andato via. L’affetto e la stima sono corali, ha lasciato un vuoto incolmabile». Giacomini lascia il fratello Fernando, i nipoti Francesca, Federica, Giulia, Lucia, il caro Dimitri. «Castelli e l'Italia perdono un grande estimatore e attento studioso della ceramica, un competente direttore e un amico che non ha mai fatto mancare il suo contributo. Buon viaggio Giovanni», è il saluto del sindaco Rinaldo Seca. I funerali oggi alle 11 nella chiesa madre di Castelli.
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