2 giugno, la stoccata di Brucchi al governo

«Noi sindaci siamo lasciati sempre più soli». A Bellante i neo 18enni ricevono la Costituzione
TERAMO. La celebrazione del 2 giugno in città è stata l’occasione per la consueta cerimonia in memoria dei caduti di tutte le guerre, tenuta davanti al monumento di viale Mazzini alla presenza di centinaia di alunni delle elementari vestiti di bianco, rosso e verde, e per l’altrettanto consueta consegna delle onorificenze da parte del prefetto, che ha interessato 14 teramani e diversi familiari di internati e deportati dal nazifascismo, ma stavolta si è caratterizzata anche per il tono polemico del discorso del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, che ha evidenziato le difficoltà dei sindaci sempre più lasciati soli dal governo centrale.
Il sindaco ha dedicato la parte centrale del suo intervento all'emergenza immigrazione, che vede i Comuni impegnati in prima linea nell'accoglienza dei profughi. «Il senso di responsabilità non può esimerci dal denunciare con fermezza le difficoltà in cui siamo invischiati», ha sottolineato il primo cittadino, «la crisi economica sta modificando perfino i rapporti tra i diversi enti pubblici, tra governo e realtà locali». Brucchi ha fatto notare, dunque, che i Comuni vengono abbandonati nella gestione di questa e altre emergenze. «Aumentano le nostre responsabilità, diminuiscono le nostre possibilità operative», ha spiegato, «non è possibile dare risposte se non si ha la disponibilità adeguata di mezzi e strumenti, non è possibile operare se veniamo continuamente indeboliti, non è possibile aiutare chi a noi si rivolge se veniamo lasciati soli, baluardo istituzionale che funge da parafulmine nella tempesta in corso pubblica e privata».
BELLANTE. Tanti neo 18enni hanno preso parte al Battesimo civico, iniziativa che da qualche anno caratterizza il 2 giugno a Bellante, che si è svolto ieri mattina nella sala consiliare di Bellante, ricevendo dalle mani del sindaco Mario Di Pietro un opuscolo con la copia della Costituzione italiana e della costituzione della Repubblica romana del 1849, un fermacarte con impresso il volto del patriota e giurista di origini bellantesi Aurelio Saliceti e una tessera omaggio della Pro loco di Bellante. Alle 9.30 è stata svelata la targa in ricordo del caporale degli alpini Carlo De Berardinis (1888-1917), in presenza del gruppo Alpini di Bellante. Alla commemorazione ha fatto seguito la presentazione del libro "Quando c'era la guerra" di Francesco Manocchia edito da Artemia edizioni, con l'intervento del nipote del caporale, il giornalista Walter De Berardinis. Alla fine della mattinata Luisa Ferretti di L&L comunicazione ha letto un estratto dell'opera. Nel corso della mattina la Pro loco di Bellante, nella figura di Elena Foschi, ha premiato con un buono da spendere in libreria le tre 18enni che hanno partecipato al mini concorso indetto sui social sul tema della libertà: si tratta di Roberta Sterlicchi, Denise Gagliani e Natasha Petrella. (g.d.m.-c.d.g.)
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