60 anni di sacerdozio Inventò a Montorio il presepe vivente

29 Giugno 2021

Oggi la festa con la banda per il parroco don Nicola Iobbi «Quando sono arrivato ho pensato di essere di passaggio»

MONTORIO. Don Nicola Iobbi festeggia oggi sessant’anni di sacerdozio, di cui trentasei trascorsi a Montorio come parroco.
A 86 anni il religioso è ancora impegnato in quella che doveva essere una «parrocchia transitoria», come racconta lui stesso, ripercorrendo le tappe del suo sacerdozio iniziato il 29 giugno del 1961. Il 6 luglio dello stesso anno la prima messa solenne a Mosciano, città natale, nella parrocchia di San Michele. Formatore in seminario dapprima a Teramo e poi a Chieti, a don Nicola furono presto affidate le parrocchie di Cerqueto (Fano Adriano) e Cusciano (Montorio). «Piano piano», ricorda, «divenni parroco anche di Pietracamela, Intermesoli e Tottea.
Il 6 maggio del 1984 don Iobbi venne chiamato a Montorio a sostituire l'arciprete don Fioravante D'Ascanio, che morì l’anno dopo. «Quando accettai di venire a Montorio», prosegue il parroco emerito, «ero convinto che sarei stato di passaggio. Ma qui cominciai anche ad insegnare religione alle scuole medie e così non sono andato più via».
Don Nicola è stato un prete tutto-fare, che nel corso della sua vita non si è mai risparmiato. Fu sua l’idea del presepe vivente di Cerqueto che da più di 50 anni viene rappresentato il 26 dicembre, come fu sua l’idea delle fiabe viventi, durante il periodo estivo, e delle estemporanee di pittura per le quali «un anno invitai anche il ministro Lorenzo Natali che venne alla premiazione e in suo onore facemmo a Cerqueto un pranzo di 450 persone. Per l’occasione raccolsi un po’ di roba abbandonata della tradizione contadina. Fu così che mi venne in mente l’idea del Museo Etnografico delle tradizioni popolari, visitato negli anni successivi con grande stupore da una delegazione giapponese, che venne a studiare la vita contadina del luogo e che vi realizzò anche un documentario». Nel 1969 don Nicola fu tra i fondatori dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, mentre nel 1977 diede una mano ad un gruppo di giovani montoriesi a realizzare il sogno di Radio Centrale. Don Nicola, che ha raccolto nel corso della sua vita libri, manoscritti, filmati e documenti tanto da realizzarne una vera e propria biblioteca, è stato anche il promotore negli anni ’80 della “Giornata della solidarietà e del malato”, della “Fiaccola della Speranza” negli anni ’90 e in epoca più recente del Banco della solidarietà. Ma nonostante abbia fatto tanto un rimpianto ce l’ha: «Il mio sogno,» confessa, «era quello di realizzare una strada che collegasse Cerqueto a Cusciano fino a Pietracamela. Iniziai una strada interpoderale, grazie a un finanziamento, ma poi finì lì».
Montorio lo festeggerà questo pomeriggio alle 16 ai giardini della Madonna del Ponte, dove concelebreranno con lui la messa 30 sacerdoti, poi banda e piccolo rinfresco.
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