A 8 anni chiede aiuto alle maestre «Papà vuole uccidere la mamma»

Il racconto di un bambino fa scattare le indagini, l’uomo di 40 anni arrestato per maltrattamenti L’accusa della Procura: «La donna presa a calci e pugni, afferrata al collo e minacciata di morte»
TERAMO. Hanno dato voce al silenzio di chi a 8 anni dovrebbe solo poter giocare. Perché nessun insegnante dovrebbe mai voltarsi dall’altra parte quando un bambino ti dice: «Non voglio tornare a casa dove papà dà le botte alla mamma e la vuole uccidere».
Nell’Italia delle violenze in famiglia a raccontare numeri sempre in crescita, parte da qui l’inchiesta per maltrattamenti con un teramano di 45 anni finito in carcere con la pesante accusa di aver picchiato e minacciato di uccidere la moglie davanti ai figli minorenni. Che per gli psicologi è violenza assistita, per il codice penale è un aggravante.
Nel fascicolo giudiziario, articolato e complesso come lo sono tutti quelli che trattano di violenze in famiglia alla presenza di figli minori, sono finiti i racconti delle maestre, di altri familiari che all’inizio hanno cercato di negare ma poi hanno ammesso. A dimostrazione di quello che, per investigatori e inquirenti, era il clima di terrore che si viveva in quella casa.
Le indagini, delegate alla squadra mobile della questura teramana, hanno ricostruito svariati episodi di maltrattamenti avvenuti davanti al piccolo e a suo fratello. In più occasioni l’uomo, secondo l’accusa che dovrà essere dimostrata nel corso di un eventuale procedimento, avrebbe colpito la compagna con schiaffi e pugni, talvolta afferrandola per il collo e minacciandola di morte: «Ti ammazzo, ti faccio fare una brutta fine se non fai quello che ti dico io».
Non solo. Tante volte l’avrebbe minacciata, qualora ci fosse stata la separazione, di toglierle i bambini, di non farglieli più vedere. I maltrattamenti sarebbero avvenuti non solo tra le mura domestiche, ma anche in macchina e sempre alla presenza dei piccoli. È andata avanti così per mesi, fino a quando le parole di un bambino hanno fatto scattare le indagini della Procura. In questi casi, così come prevedono le nuove norme, parte anche la segnalazione al tribunale per i minori che avvia tutte procedure previste e che, in presenza di un’inchiesta per maltrattamenti, prevede la sospensione della responsabilità genitoriale.
Per l’uomo, che nel frattempo era ricoverato in ospedale per essere sottoposto a delle cure, è scattata la misura cautelare chiesta dal pm Silvia Scamurra e disposta dal gip Marco Procaccini. Per qualche giorno è rimasto piantonato nella struttura sanitaria e successivamente, una volta finito il periodo di cura, è stato portato nel carcere di Castrogno. Nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia: potrà dare la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.
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