A 8 anni chiede aiuto alle maestre «Papà vuole uccidere la mamma»

17 Ottobre 2024

Il racconto di un bambino fa scattare le indagini, l’uomo di 40 anni arrestato per maltrattamenti L’accusa della Procura: «La donna presa a calci e pugni, afferrata al collo e minacciata di morte»

TERAMO. Hanno dato voce al silenzio di chi a 8 anni dovrebbe solo poter giocare. Perché nessun insegnante dovrebbe mai voltarsi dall’altra parte quando un bambino ti dice: «Non voglio tornare a casa dove papà dà le botte alla mamma e la vuole uccidere».
Nell’Italia delle violenze in famiglia a raccontare numeri sempre in crescita, parte da qui l’inchiesta per maltrattamenti con un teramano di 45 anni finito in carcere con la pesante accusa di aver picchiato e minacciato di uccidere la moglie davanti ai figli minorenni. Che per gli psicologi è violenza assistita, per il codice penale è un aggravante.
Nel fascicolo giudiziario, articolato e complesso come lo sono tutti quelli che trattano di violenze in famiglia alla presenza di figli minori, sono finiti i racconti delle maestre, di altri familiari che all’inizio hanno cercato di negare ma poi hanno ammesso. A dimostrazione di quello che, per investigatori e inquirenti, era il clima di terrore che si viveva in quella casa.
Le indagini, delegate alla squadra mobile della questura teramana, hanno ricostruito svariati episodi di maltrattamenti avvenuti davanti al piccolo e a suo fratello. In più occasioni l’uomo, secondo l’accusa che dovrà essere dimostrata nel corso di un eventuale procedimento, avrebbe colpito la compagna con schiaffi e pugni, talvolta afferrandola per il collo e minacciandola di morte: «Ti ammazzo, ti faccio fare una brutta fine se non fai quello che ti dico io».
Non solo. Tante volte l’avrebbe minacciata, qualora ci fosse stata la separazione, di toglierle i bambini, di non farglieli più vedere. I maltrattamenti sarebbero avvenuti non solo tra le mura domestiche, ma anche in macchina e sempre alla presenza dei piccoli. È andata avanti così per mesi, fino a quando le parole di un bambino hanno fatto scattare le indagini della Procura. In questi casi, così come prevedono le nuove norme, parte anche la segnalazione al tribunale per i minori che avvia tutte procedure previste e che, in presenza di un’inchiesta per maltrattamenti, prevede la sospensione della responsabilità genitoriale.
Per l’uomo, che nel frattempo era ricoverato in ospedale per essere sottoposto a delle cure, è scattata la misura cautelare chiesta dal pm Silvia Scamurra e disposta dal gip Marco Procaccini. Per qualche giorno è rimasto piantonato nella struttura sanitaria e successivamente, una volta finito il periodo di cura, è stato portato nel carcere di Castrogno. Nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia: potrà dare la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.
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