A caccia di segreti nei pc e nei cellulari

La procura affida a un consulente il compito di esaminare gli apparecchi tecnologici sequestrati ai sette indagati
GIULIANOVA. È un ’inchiesta che prende forma dall’esame di centinaia di documenti, ma soprattutto di computer e telefonini, quella sugli appalti. Perchè è proprio nei supporti tecnologici che la procura cerca segreti e retroscena del modus operandi su presunte aggiudicazioni pilotate.
Per questo i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis, titolari del fascicolo, hanno affidato ad un consulente il compito di visionare pc e cellulari sequestrati nel corso del mega blitz di novembre. Tutto materiale trovato nelle abitazioni private e negli uffici dei sette indagati, tra dirigenti comunali e imprenditori edili, e che attualmente è all’esame degli investigatori.
Dopo il maxi sequestro di atti in municipio, gli oltre sessanta interrogatori delegati alla guardia di finanza hanno impresso un ritmo incalzante all’inchiesta per cui i pm hanno da poco chiesto ed ottenuto una proroga. Per ora le ipotesi di reato contestate restano quelle di corruzione, turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio. Ma non è escluso che possano cambiare e nè che l’inchiesta possa estendersi anche ad altri nomi che da semplici persone informate sui fatti potrebbero finire nel registro degli indagati. Infagati che er ora restano sette. Tra questi l’imprenditore teramano Armando Di Eleuterio, presidente regionale dell’Ance, l’associazione dei costruttori.
Il suo nome compare insieme a quello di Maria Angela Mastropietro, dirigente comunale del settore lavori pubblici del Comune di Giulianova che, dopo l’inchiesta, è stata spostata al settore finanziario dell’ente. Scrivono i pm Sciarretta e De Feis nel decreto di perquisizione: «Mastropietro avrebbe turbato in prima persona o comunque contribuito a “pilotare” l’aggiudicazione di lavori e forniture pubbliche per importi monetari rilevanti, pari a diverse centinaia di migliaia di euro, a società legate alla stessa da rapporti illeciti ancora in corso di approfondimento, tra le quali la “Costruzioni stradali Armando Di Eleuterio” (aggiudicataria di numerose commesse pubbliche, ultima delle quali rappresentata dai lavori di messa in sicurezza antisismica della scuola De Amicis)». Ed è lungo l’elenco delle opere che, secondo i magistrati, sarebbero finiti in un meccanismo di aggiudicazioni e affidamenti diretti «sospetti»: i lavori di messa in sicurezza antisismica di varie scuole tra cui, oltre alla De Amicis, Bindi e Orti e i lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo Campo Castrum.
L’inchiesta si concentra, in particolare, sul ruolo della Mastropietro e sul modus operandi della gestione degli appalti pubblici aggiudicati a delle imprese che tra i propri consulenti avevano Stefano Di Filippo, ex imprenditore ma soprattutto marito della Mastropietro, anch’egli indagato insieme ad Antonio Ricci, 54enne di Isernia e legale rappresentante della società Ri.Ma (secondo gli inquirenti gestita proprio da Di Filippo), e Sergio Antonilli, 46enne di Isernia, altro collaboratore della società. I reati fino ad oggi ipotizzati delineano già il contesto in cui i due pm si muovono a caccia di conferme visto che si va dalla corruzione all’abuso d’ufficio fino alla turbata libertà degli incanti.
Gli altri due indagati sono Andrea e Massimiliano Scarafoni, fratelli imprenditori edili di Giulianova. Scrivono i magistrati nel decreto di perquisizione: «Mastropietro avrebbe strumentalizzato la propria funzione pubblica per favorire dietro compensi monetari ed altre utilità per sè, per il coniuge Di Filippo, per la società Ri.Ma, legalmente rappresentata da Ricci ma in realtà gestita da Di Filippo, gli interessi economici di diversi imprenditori e segnatamente del gruppo imprenditoriale facente capo ai fratelliAndrea e Massimiliano Scarafoni, soci occulti di Di Filippo, ai quali garantiva, negli anni, aggiudicazioni e affidamenti diretti di lavori e forniture pubbliche per importi monetari rilevanti, pari a diverse centinaia di migliaia di euro».
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