A causare gli allagamenti un canale a mare otturato

È quello a ridosso del molo nord, si trova nell’area sequestrata dal tribunale In traversa Parini resta ancora uno strato di fango, proteste dei residenti
GIULIANOVA. Dito indice puntato su uno storico canale a mare del Lido, ubicato sulla parte posteriore della radice del molo nord. La criticità creatasi una settimana fa per la pioggia sarebbe dipesa proprio dal mancato assorbimento di quello scarico, che raccoglie le acque meteoriche provenienti addirittura dalla parte alta del Paese. La città si lecca ancora le tante ferite per i danni causati giovedì scorso da una bomba d’acqua di notevole portata. Nel frattempo si è cercato di comprendere e individuare la causa che avrebbe determinato il mancato deflusso naturale verso il mare soprattutto nella zona centrale del Lido. In molti sono concordi nel ritenere che la causa, almeno parziale, di quanto accaduto sia da ricollegare al mancato funzionamento di quell’antico canale.
Lo stesso assessore ai lavori pubblici Giampiero Di Candido afferma: «Si presume che il ristagno dell’acqua nelle strade centrali di Giulianova Lido sia dipeso dal mancato funzionamento di quel canale a mare. Si sarebbe determinato una specie di tappo di terra e sabbia che non ha consentito il normale deflusso dell’abbondante acqua piovana. Per il momento siamo solo di fronte a delle supposizioni tutte da verificare. Ci stiamo organizzando per condurre un’azione ispettiva profonda in loco in modo da avere delle risposte certe. L’ispezione però non potrà essere immediata in quanto i nostri tecnici dovrebbero lavorare su un’area posta sotto sequestro. Dovremo quindi innanzitutto interessare la Procura e poi l’Agenzia del demanio». Quella zona infatti ricade all’interno della concessione intestata alla società Arlecchino sas, attualmente interdetta a seguito di provvedimenti giudiziari. Per il transito occorrerebbe rimuovere i sigilli apposti dall’autorità marittima su delega del tribunale di Teramo. In altre parole occorrerà percorrere un iter burocratico per ottenere il nulla osta.
Al Lido, soprattutto all’interno di diversi condomini, ancora si sta lavorando per cercare di pulire le cantine e gli scantinati invasi dall’acqua e dal fango. Interventi che durano da diversi giorni e che molti residenti seguono personalmente. Proprio in questi giorni le maestranze della Giulianova Patrimonio stanno provvedendo alla pulizia dei tombini stradali che a Giulianova ammontano a circa 4mila. Gli interventi sono iniziati all’Annunziata e sono proseguiti in diverse traverse di viale Orsini. Precisa Di Candido: «Occorre pulirli tutti con un’azione a tappeto in quanto i tombini funzionano come dei vasi comunicanti». Proteste si levano dal nuovo quartiere di traversa Parini dove, a seguito della fuoruscita dell’acqua dai tombini, lungo la strada si è formato uno strato di fango ancora presente in più parti. Un’artigiana ha dovuto addirittura chiudere l’attività per l’impossibilità da parte dei clienti di guadagnare l’entrata senza correre il pericolo di scivolare e cadere a terra. V.A. afferma: «È impossibile far entrare i clienti in laboratorio: appuntamenti saltati. Proviamo a immaginare cosa potrebbe accadere se un cliente dovesse cadere. Inutile addobbare con ombrellini e lanterne, e ristrutturare piazza Dalmazia, mentre in alcuni quartieri i tombini lasciano a desiderare. Qui tutti ci sentiamo sinceramente abbandonati al nostro destino».
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