A Civitella si studia l’evoluzione del clima

3 Febbraio 2019

I travertini datati almeno 350mila anni svelano anche la storia dei terremoti

CIVITELLA DEL TRONTO. I travertini di Civitella del Tronto svelano i cambiamenti climatici nelle ere geologiche ma testimonierebbero anche l’attività tellurica nei millenni. In natura esistono numerosi registri naturali chiamati “proxy” che consentono di ricostruire il clima passato anche su larga scala temporale. «I travertini, come altri carbonati continentali, vengono infatti utilizzati per ricostruzioni paleoclimatiche principalmente utilizzando i valori isotopici dell’ossigeno che permettono di calcolare la temperatura alla quale la calcite è precipitata dalla soluzione acquosa e di ottenere informazioni sui percorsi sotterranei delle acque e sui tempi di residenza», spiega Delfino Fregonese, responsabile della Geoconsulting, struttura che si occupa di geologia ambientale. «Tutto questo», continua, «è contenuto su un formidabile archivio del passato antico di almeno 350mila anni rappresentato dai depositi in travertino presenti a Civitella del Tronto, recentemente studiati da un team di lavoro composto dall’Università degli studi di Perugia con il professor Enrico Capezzuoli del dipartimento di Fisica e Geologia, e dal professor Sandor Kele dell’Istituto di Geologia e Geochimica dell’Università di Budapest, attraverso una ricerca e tesi di Enrico Novara con la collaborazione del sottoscritto. I risultati ottenuti dimostrano che la struttura dove si appoggia la Fortezza di Civitella contiene depositi di tipo termale in un ambiente prossimo ad un antico alveo del fiume paleoSalinello, che migliaia di anni fa ha lasciato le sue evidenti tracce in quota quasi all’ingresso del paese stesso. Si è avuto modo di studiare alcuni livelli piroclastici, sempre a Civitella, provenienti dal complesso vulcanico dei Colli Albani che hanno consentito con altre datazioni eseguite sul territorio di confermare con ragionevolezza l’età dei depositi travertinosi. Allontanandosi dal punto di emissione delle acque variano le caratteristiche chimico-fisiche con ambienti diversi come piccole cascate, laghi e paludi che hanno intrappolato fossili».
Un nuovo studio in fase di avvio verterà, sempre sull’area di Civitella del Tronto, sulla Montagna dei Fiori, una zona tettonicamente attiva e con faglie. (a.d.p.)
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